Si definisce "un onesto lavoratore della televisione" Gerry Scotti, che ha annunciato di essere diventato socio della divisione Snack della Riso Scotti. "La politica dei piccoli passi" paga fa sapere il presentatore che ha ripreso gli studi di Giurisprudenza, a Pavia. "Il mio passaggio da testimonial a socio, dopo 12 anni, è stato naturale: ho anche collaudato prodotti che non erano ancora sul mercato, ci ho sempre messo la mia faccia".
Aldilà dell'evidente omonimia, il conduttore e l' imprenditore dei risotti sono legati da altre coincidenze: "siamo coetanei, entrambi nati a Pavia e i miei cugini - racconta Gerry - sono coltivatori e fornitori di riso". Anche per questo, Scotti non si sente un testimonial qualsiasi, ma una vera e propria immagine del prodotto, "come Calindri per il Cynar, con tanto di tormentone storico".
A piccoli passi è passato da volto a socio e, sempre con calma, Scotti si avvia a diventare dottore in giurisprudenza: "mi sono iscritto a dicembre, a Pavia, d'altronde avevo già fatto 20 esami e mi sembrava il momento di riprendere, anche se - dice - ho dato diritto romano quando era ancora vivo Giulio Cesare". "Darò il primo esame la prossima primavera, a 27 anni dall'ultimo, ma non mi preoccupo, visto che - spiega - mi sono dato un solo obiettivo: laurearmi prima di mio figlio, che ha 14 anni, insomma, dovrei farcela...".
Anche a livello lavorativo, Scotti dice di puntare più sulla qualità che sulla quantità: "tutto ciò che sognavo è arrivato, ora l'importante è mantenere la salute, gli hobby, gli affetti. I programmi che volevo fare li ho già fatti, o li hanno fatti altri". Un sogno nel cassetto, a dir la verità, lo 'zio Gerry' ce l'aveva: "ho sempre invidiato Blady e Roversi e il loro 'Turisti per caso', ma quando sono andato con loro per 15 giorni a Samoa mi è passata la voglia". Invece, dice, "non mi è mai interessato condurre il festival di Sanremo né mi interesserà, anche perché dovrei muovermi in area Rai".
Alla fine di quest'anno scade il contratto che lega il conduttore a Mediaset e allora il passaggio potrebbe anche essere possibile, ma "finora non ho avuto occasione - afferma Scotti - di ascoltare proposte serie". "Ho sempre dei contatti con la Rai, buoni rapporti di cordialità senza secondi fini e il mio rapporto con Mediaset, che sta vivendo un ottimo momento - dice - è sereno".
Scotti non nasconde la sua soddisfazione anche per gli ascolti de La corrida: "sono cinque anni che la faccio e ho avuto contro di tutto, sapevo di avere una grossa competizione con la Clerici, ma sono contento di come vanno le cose: è un inizio di stagione sereno". Meno sereno il clima che si respira nelle trasmissioni che ospitano politici: "il richiamo di Ciampi alla par condicio - commenta lo showman - è un atto dovuto, come è un atto dovuto l'adeguarvisi da parte dei politici, anche se Berlusconi, che è più informato di me sulla questione, ha dimostrato di essere in credito di apparizioni. Da qui alle elezioni, comunque, credo che tutti i leader - conclude il conduttore 'dei piccoli passi' - avranno modo e tempo di manifestare le loro opinioni".