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Da Ferrara a Palmanova, viaggio per immagini tra le città ideali

Ideate e costruite nel Quattrocento secondo i canoni vitruviani di bellezza e funzionalità, sono perfette ancora oggi

Viaggio ideale... tra le città ideali

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Ferrara, il Castello Estense
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Ferrara, Corso Ercole I d'Este visto da Palazzo dei Diamanti (a destra)
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Palmanova, la città a stella
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Palmanova, la Piazza Grande
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Palmanova, la Piazza Grande
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Pienza
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Pienza
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Pienza
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Sabbioneta
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Sabbioneta: il colonnato sotto il Corridor Grande.
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 Acaya
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 Acaya
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 Avola
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 Avola

È stata l’Italia del Quattrocento, in piena epoca rinascimentale, a ragionare sul concetto di città ideale, intesa come centro di aggregazione urbana funzionale, vivibile e soprattutto ispirata ai canoni della bellezza. Le città, all’epoca, erano veri e propri centri di potere, la cui magnificenza doveva esprimere a colpo d’occhio la ricchezza e la potenza, anche culturale, del signore locale. Sono nate così, in tutta Italia, città edificate per soddisfare criteri di splendore, di equilibrio e di vivibilità, come voleva Vitruvio, il più grande teorico dell’architettura di tutti i tempi: si tratta di un’utopia? Difficile a dirsi. In ogni caso, alcune di queste città sono giunte intatte fino a noi e sono capolavori riconosciuti e tutelati come Patrimoni dell’Umanità UNESCO. Scopriamoli e ammiriamoli.  

FERRARA – Il centro storico della capitale dei duchi d’Este, ha ampie strade che si incrociano ad angolo retto. Fu Ercole I d'Este a raddoppiare la città, razionalizzandone la struttura e nello stesso tempo abbellendola e fortificandola. Con la cosiddetta “Addizione Erculea”, disegnata dall'architetto Biagio Rossetti, Ferrara si liberò del modello urbano romano e medievale, caratterizzato da vie strette e tortuose, e si trasformò secondo un modello urbano ortogonale, con strade ampie e rettilinee, in cui gli elementi prospettici confluiscono al centro, sul possente Castello. Questa struttura innovativa è valsa alla città il titolo di "prima capitale moderna d'Europa.  

PALMANOVA (Udine) – Questa splendida città è caratterizzata da una pianta a stella, immaginata per scopi difensivi. Fu edificata alla fine del Cinquecento come fortezza e baluardo di Venezia contro gli attacchi dell'Impero Ottomano: i suoi bastioni a punta di freccia sono un tipico esempio delle tecniche belliche dell'epoca. Il visitatore, a livello del suolo, non riesce a percepire immediatamente la struttura straordinaria di questa città, che per essere ammirata e apprezzata appieno, richiede una visuale dall'alto. Camminando per le strade, però, se ne possono intuire le caratteristiche principali, fino a giungere alla grande piazza centrale, di grande bellezza.  

PIENZA (Siena) – È una delle città ideali più belle e famose. Fu edificata per iniziativa di Papa Pio II Piccolomini, al quale deve il nome, il quale affidò all'architetto Bernardo Rossellino, collaboratore di Leon Battista Alberti, il compito di edificare una nuova città, sede di Cattedrale, Palazzo Vescovile e Palazzo Pretorio. Lo spazio "ideale" della città si limita al nucleo centrale, di inedita pianta trapezoidale, sul quale si affacciano il Duomo, Palazzo Piccolomini e altri edifici. Qui lo spazio prospettico è privo delle tradizionali "vie di fuga" e appare perfettamente rettangolare alla vista. 

SABBIONETA (Mantova) - Fondata verso la metà del Cinquecento per volere e su progetto di Vespasiano I Gonzaga Colonna, è interamente racchiusa da una cinta muraria a forma di stella. La struttura interna è ortogonale e si ispira agli ideali di Vitruvio, con le strade che confluiscono ad angolo nella piazza principale. Qui si affacciano il Palazzo Ducale, residenza del signore e luogo in cui si svolgeva l'amministrazione dello Stato, e la grandiosa Galleria degli Antichi o Corridor Grande, nella quale è ospitata la collezione di marmi antichi e di trofei di caccia. Al livello della piazza, la Galleria è sorretta da un grandioso porticato a colonne. 

ACAYA (Lecce) - Acaya fu fondata intorno al 1530 per iniziativa di Giangiacomo Dell'Acaya, ingegnere e urbanista alle dipendenze di Carlo V e feudatario del borgo. La città ha origini medievali, ma nel Cinquecento è stata interamente ricostruita con una pianta quadrata, circondata da mura di fortificazione e protetta da un castello come volevano le leggi dell'architettura militare dell'epoca. La città ha la consueta struttura ortogonale, dominata dai due assi principali, il cardo e il decumano, il primo orientato in direzione nord-sud, il secondo in direzione est-ovest. Le piazze sono tre piazze: la più grande è davanti al castello, la seconda è lo spazio antistante la Cattedrale, sulla terza si affaccia il convento di Sant’Antonio. 

AVOLA (Siracusa) - Avola è di poco successiva, dato che la sua fondazione risale alla fine del Seicento. Voluta dal Principe Nicolò Aragona Pignatelli, Duca di Terranova, dopo il devastante terremoto che nel 1693 distrusse la città originaria. Il nuovo centro fu edificato in prossimità del mare, su progetto dell'architetto Padre Angelo Italia, il quale immaginò una pianta esagonale perfetta, con una grande piazza di forma quadrata, al centro di un crocevia. Questa struttura conferisce alla città un nobile aspetto che la contraddistingue ancora oggi.

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