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M5s, ira di Grillo sui social per la fuga di notizie sul vertice | Ancora espulsioni e probabili nuove uscite 

Lezzi sospesa, Crucioli e Villarosa annunciano di essere stati espulsi. Dessì lascia, altri tre parlamentari pronti ad entrare nel gruppo di Carelli?

"Di ciò di cui non si può parlare si deve tacere (Ludwig Wittgenstein)". Così Beppe Grillo su Twitter esprime il suo dissenso sulla fuga di notizie sul vertice di domenica a Marina di Bibbona con l'ex premier Giuseppe Conte e allo stato maggiore dei 5 Stelle, da Luigi Di Maio a Roberto Fico. La riunione che doveva rimanere segreta aveva come obiettivo quello rivedere l'assetto del Movimento 5Stelle. Intanto si registrano altri addii ufficiali al Movimento e si prefigurano altre uscite.

Ci sono però diversi ostacoli da superare. Innanzitutto quello statutario: Conte non è iscritto al Movimento e non può partecipare alla corsa per il Comitato a 5 (occorre essere iscritti da almeno 6 mesi). Ma rimandare il voto sulla nuova leadership è difficile anche perché prolungherebbe la reggenza di Crimi, ormai costantemente nel mirino. Più probabile che il voto sulla "segreteria" si tenga e che sia il nuovo organo ad eleggere un primus inter pares o a cambiare lo Statuto prevedendo una nuova figura, per la quale a quel punto l'elezione di Conte avverrebbe con numeri schiaccianti.

E ci sono, poi, gli ostacoli strettamente politici. Che Movimento ha in mente Conte? Come si svilupperà la coabitazione con Di Maio? Il ministro degli Esteri ha tracciato la strada per un Movimento moderato, europeista, atlantista e centrista. "Liberale", si spinge a dire Di Maio (tra i brusii dei duri e puri e degli ex) dipingendo un Movimento che vada ad occupare lo spazio che vorrebbero percorrere leader come Calenda o Renzi. L'alleanza con Pd e Leu, per il titolare della Farnesina, resta una prospettiva. Ma nel Movimento "governista" non si nasconde una qualche preoccupazione per le vicende interne al Pd legate alla segreteria di Zingaretti.

E poi c'è la chiamata a Conte: "metta la parola fine alle nostre ambiguità e ai nostri bizantinismi", sottolinea Di Maio. Certo la rifondazione nel segno di Conte, per mantenere il simbolo e il nome attuali, necessita dell'accordo di tutti. Anche di Casaleggio, cofondatore assieme a Di Maio dell'ultima Associazione M5S.

Nel frattempo lo psicodramma interno non è finito. A dire addio, "con tristezza e tanta rabbia", è Emanuele Dessì. Alla Camera l'ex Emilio Carelli continua il suo scouting per il suo gruppo popolare, dove, secondo La Repubblica, potrebbero approdare Giovanni Trizzino e Roberto Cataldi con  Vincenzo Spadafora. L'ex ministro dello Sport smentisce una sua uscita, ma non nasconde l'irritazione: "c'è chi ci spera".

E la tagliola dei probiviri prosegue. Barbara Lezzi annuncia l'arrivo della mail che comunica la sua sospensione, Mattia Crucioli ha ricevuto la notifica della sua espulsione e, anche chi alla Camera è risultato assente "senza giustificazione" (una decina) potrebbe essere cacciato. Stesso destino per Alessio Villarosa, deputato M5s ed ex sottosegretario all'Economia, che aveva votato contro la fiducia al governo: "Stamattina mi è arrivata la procedura di espulsione", scrive su Facebook.

In queste ore è la lista dei sottosegretari ad alimentare l'ira interna. "Una gestione disastrosa, ma io nel M5S ci sono, con Grillo e Conte", sottolinea il grande escluso Stefano Buffagni. "Non c'è altro da dire. Anzi una cosa c'è: Il governo dei migliori", ironizza Alessandro Di Battista. E' su di lui che gli espulsi puntano le fiches per la nuova alternativa al Movimento di Grillo, Di Maio e Conte.

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