A poco più di un mese dal via delle Olimpiadi di Torino 2006, lo sci italiano perde una delle campionesse più celebrate. Isolde Kostner, in un'intervista esclusiva al Tg1, ha annunciato che diventerà mamma e l'addio all'attività agonistica. "La mia carriera di sciatrice finisce qui - ha detto - Non parteciperò alle Olimpiadi perché aspetto un bambino e quindi la mia prossima bellissima sfida sarà diventare mamma".
Isi ha detto basta. Quello di Torino sarebbe dovuto essere il suo ultimo grande appuntamento, ma la lieta novella della gravidanza ha accelerato il suo addio, forse preventivato per fine stagione. "A tutti voi voglio comunicare che la mia carriera di sciatrice finisce qui - scrive in una lettera aperta -. Non parteciperò alle Olimpiadi perché aspetto un bambino e quindi la mia prossima bellissima sfida non sarà rincorrere la medaglia d'oro ma diventare mamma. Sono grata a Dio di avermi fatto questo bel regalo del tutto inatteso nonostante questo momento che puo' esser visto da molti come inopportuno". Poi via ai ringraziamenti, dopo oltre 12 anni di carriera ad alto livello. " Questa mia lettera - ha iniziato Isi - è indirizzata a: La mia Federazione, la FISI, che con il suo Presidente Gaetano Coppi, con il quale ho sempre avuto un rapporto molto bello e personale, mi ha messo a disposizione grandi professionisti come Valerio Ghirardi, mio allenatore, "un secondo padre" che ha dimostrato anche questa volta di stare dalla mia parte dandomi tutto l'aiuto che sta nel suo potere; il DT Flavio Roda, grande professionista; Barnaba Greppi (Babi), mio skiman da due stagioni che ha sempre lavorato con grande impegno; Stefan Holzer (Poldo), mio skiman storico, persona di grossa fiducia e punto d'appoggio in qualsiasi situazione; Marco Pilatti, grande lavoratore e appassionato e Richard Pramotton, tutti e due aiuto allenatori. A Maurizio Delfino, fisioterapista che ha allietato i miei tanti acciacchi alla schiena e Hannes Grumer, preparatore atletico perfezionista quando si tratta di lavorare ai cronometri e nei montaggi delle riprese video. Alla mia preparatrice atletica Agneta Platter, grande amica e grosso sostegno, non solo ma soprattutto in questo periodo. Al mio primo allenatore, Karl Mussner, che mi ha dato la base tecnica e mentale indispensabile per continuare la carriera a livello mondiale. Alle mie compagne di squadra di ieri e di oggi con le quali sono cresciuta e ho condiviso bellissime esperienze. Al CONI e al mio Gruppo Sportivo Militare delle Fiamme Gialle, con il Comandante Vincenzo Parrinello e il Capitano Attilio Cauli, dai quali ho appreso grandi valori. Alle Aziende che hanno creduto in me e mi hanno sempre sostenuta, tra le quali in primis la Ferrero (Pocket Coffee) di cui ho sempre apprezzato molto la serieta' nel lavoro e il rispetto verso noi atleti ed i nostri impegni, la quale con il Dott. De Bona e la sua squadra, mi affianca ormai da 10 stagioni. Ai miei fornitori di materiali tecnici, Fischer e Lange, gli sci e gli scarponi che ho usato dalla mia prima gara ad oggi, con i quali sono salita sul podio in tante importanti occasioni. A Carrera e Dainese, produttrici di materiali di protezione indispensabili per la sicurezza nella mia pericolosa disciplina. Alla Leki per i bastoncini e alla Fila per l'abbigliamento tecnico. Ai giornalisti, i fotografi e gli organizzatori di tutto questo meraviglioso "Circo Bianco" con i quali ho condiviso lunghe trasferte e tanto freddo.
Un brutto colpo per lo sci italiano, che perde una delle campionesse più grandi, la più grande dopo il ritiro di Deborah Compagnoni. Nata a Bolzano il 30 marzo 1975, la Kostner è stata raffinata interprete della discesa libera, ma se l'è cavata egregiamente anche in SuperG. Sono 15 le vittorie in Coppa del Mondo (12 in discesa e 3 in SuperG). Da favola anche il suo bottino nei grandi appuntamenti: due ori e un argento (in SuperG) ai Mondiali (Sierra Nevada 1996, Sestriere 1997 e St. Anton 2001), un argento (Salt Lake City 2002) e un bronzo in discesa (Lillehammer 1994) e un bronzo in SuperG (sempre a Lillehammer). Alle ultime olimpiadi in America è stata anche portabandiera della spedizione azzurra. A Torino l'onore toccherà alla cugina Carolina, pattinatrice di grande avvenire: un vero e proprio passaggio di consegne.