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L'inglese? Si impara alla tv

Giovani: lo schermo meglio della scuola

Conoscere l’inglese è importante, ma è pura utopia sperare di impararlo a scuola. In Italia lo si impara meglio con la televisione e Internet, anche se le conoscenze che si prendono dallo schermo della tv o del computer sono spesso infarcite di errori lessicali e grammaticali, se non addirittura di slang e parolacce. Ne sono convinti sette esperti su dieci, secondo quanto emerge da uno studio condotto da Eta Meta Research, in collaborazione con 130 studiosi  tra psicologi, psicopedagogisti e linguisti.

Secondo gli esperti, per i ragazzi tra i 6 e i 16 anni la scuola si colloca solo al quinto posto fra le "agenzie pedagogiche" per quanto riguarda l’apprendimento delle lingue straniere. Ai primi posti, senza possibilità di dubbio, i piccoli schermi, cioè la televisione e il Web, che usano linguaggi e metodi al passo con i codici dei giovani e giovanissimi; il terzo posto in classifica spetta ai corsi multimediali che, in forma di gioco, avvicinano alla lingua anche i più piccoli. In quarta posizione i videogames, nei quali sempre più spesso si interagisce in lingua inglese. Al quinto posto la scuola, definita "rilevante" solo da un intervistato su cinque.

Quali sono le “colpe” di maestri e professori? Per gli esperti interrogati da Meta Comunicazione, messaggi e linguaggi sono troppo ”vecchi” (38%), le lezioni troppo poco frequenti (22%) e professori e insegnanti non proprio preparatissimi (11%). Ma se la scuola è noiosa, anche la tv ha i suoi limiti. Se è vero che i mass media contribuiscono positivamente alla diffusione dell'inglese, gli esperti avvertono: attenzione al tipo di lingua che si impara. Meno del 12% delle trasmissioni in lingua straniera in onda sui normali canali o sul satellite meriterebbe la promozione. Oltre la metà degli esperti interpellati concorda sul fatto che in molti casi la lingua che si parla in tv è ben lontana da quella corretta, è piena di errori grammaticali e sintattici (33%), e farcita di parolacce (29%), e di termini che derivano dallo slang dei quartieri più malfamati (27%) o di parole mutuate da altre lingue e assimilate poi all’inglese (13%). La palma d'oro delle trasmissioni "linguisticamente scorrette" spetta sicuramente ai video musicali (soprattutto ai rap seguiti dai programmi simil reality, come ad esempio American Chopper, in onda su Discovery.

Meglio della televisione sono i corsi multimediali che coniugano l'interattività e il divertimento con contenuti controllati e adatti, soprattutto per il pubblico più giovane.

I ragazzi, per fortuna, in genere conoscono l’inglese meglio dei loro genitori e su questo dato concorda l'85% degli esperti. Già durante la scuola elementare la conoscenza e la comprensione dell'inglese da parte dei bambini è superiore in media del 30-35% rispetto a quella degli adulti, percentuale che sale al 50-55% quando si parla di ragazzi che frequentano le medie inferiori.