L'Ue ha chiesto all'Ungheria di consentire a KlubRadio di continuare a trasmettere. La Commissione ha chiesto "via lettera" che le frequenze sospese "con motivazioni giuridiche molto discutibili" da Budapest, "possano continuare a essere utilizzate". Klubradio, l'ultima radio indipendente ungherese, ha chiuso le trasmissioni dopo il ritiro della licenza. Il premier Orban ha minimizzato la questione.
A dieci minuti dalla chiusura, Klubradio ha citato proprio il premier, che nell'aula del Parlamento Ue nel settembre 2018 aveva detto: "Mai ci lasceremo ammutolire da quelli che non sono d'accordo con noi". Le parole del primo ministro, che all'epoca si ribellava nel corso di un dibattito finito con una maggioranza di due terzi a favore della condanna dell'Ungheria sulle violazioni dei valori fondamentali dell'Ue, gli sono state rivolte contro.
Soppressa una voce scomoda I redattori dell'ultima emittente indipendente del Paese hanno poi fatto il conto alla rovescia, e staccato la spina. La decisione di silenziare Klubradio è stata presa dall'Autorità sui media, un organo governativo, che ha usato un pretesto, per sopprimere di fatto una voce scomoda. L'accusa è di non aver notificato in tempo quanta musica nazionale avesse messo in programma.
Il team di Andreas Arato, direttore e proprietario, si è trasferito su internet e su Youtube. A salutare i reporter prima della chiusura, un gruppo di ascoltatori fedelissimi, che si sono radunati davanti all'edificio, con un cartello e un mazzo di rose rosse: "Non è un funerale, ma la speranza di una sopravvivenza!". Arato ha assicurato a tutti di voler continuare la battaglia legale, davanti alla Corte suprema.
Fra un anno, ci saranno elezioni cruciali per Orban e una lista comune dell'opposizione, per la prima volta, è in testa nei sondaggi, rispetto al partito di governo Fidesz: le voci critiche devono quindi essere messe a tacere ad ogni costo.