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Sullo: "La mia vittoria sul cancro"

"Spero di essere un esempio per tutti"

A febbraio un linfoma lo costrinse a fermarsi, ma ora il capitano del Messina Salvatore Sullo sta per tornare in campo: "Mi sento guarito, anche se le mie condizioni sono quelle di un calciatore qualunque fermo da diversi mesi - ha detto a TgCom - Ho preso la malattia con molta serenità, spero di poter essere un esempio per chi soffre. Armstrong? Lui ha fatto cose eccezionali: io non credo che vincerò sette scudetti...".

Una storia che ricorda da vicino quella del ciclista Lance Armstrong. Sullo vanta cinque stagioni trascorse in maglia giallorossa, due promozioni (quella della stagione 2000-2001 che segna il passaggio dalla C1 alla B e quella storica dell'anno scorso che decreta l'arrivo nella massima serie), più di 115 presenze e tanti gol decisivi. A febbraio al capitano del Messina fu diagnosticato un linfoma, ma ora Sullo è tornato ad allenarsi e tra due domeniche sarà nuovamente a disposizione del tecnico dei siciliani Bortolo Mutti. "Solo perchè qualche settimana fa ho avuto uno scontro di gioco con un mio compagno in allenamento - precisa lui - altrimenti sarei già stato pronto a rientrare. A livello di salute mi sento bene, come prima, poi è chiaro che le mie condizioni sono quella normali di un calciatore fermo da dieci mesi".

Come ha scoperto di avere il cancro?
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Avevo un linfonodo alla gamba, a cui inizialmente non avevo dato troppo peso. Capita spesso a noi calciatori che si formino, basta un piccolo taglio, e la pelle si gonfia proprio per produrre anticorpi. Ma piano piano il linfonodo si è ingrossato, lo abbiamo asportato e abbiamo visto che in profondità era più grosso, quasi come una pallina da ping pong. Lo abbiamo fatto analizzare e abbiamo visto che avevo un linfoma, cioè un tumore delle vie linfatiche. Io l'ho presa con molta serenità, da subito i dottori mi hanno detto che era una cosa seria ma non incurabile, che con i farmaci si può guarire. Anzi, più del 50% delle persone che hanno questo tipo di malattia guariscono. E io mi sono detto 'perchè non dovrei guarire anch'io?".

E' stato difficile sconfiggere la malattia?
"Ho preso farmaci e i sono sottoposto a diversi cicli di chemioterapie e altre terapie, della durata di due giorni. Poi ho rifatto tutti i controlli diagnostici e mi hanno confermato che sono guarito. Anche se in questi casi, solo dopo cinque anni si può dire di essere guariti del tutto. Mi sono anche ricresciuti i capelli, che avevo perso durante le cure. Ho detto che era il primo segno tangibile del mio ritorno: ovviamente era una battuta, visto che si tratta solo di un segnale esterno e comunque di un effetto collaterale delle cure e non della malattia in sè".

Crede che la sua storia possa essere d'esempio per chi ha sofferto come lei?
"Credo che quando stai male stai male difficilmente guardi o pensi a quello che è successo agli altri. Tutto quello che posso trasmettere è che il cancro non è un male incurabile, con costanza, forza, fortuna e capacità si può guarire. Spero di essere d'esempio, soprattutto per far capire che non bisogna deprimersi ma con tanta forza di volontà si può guarire".

Qualcuno ha paragonato la sua storia a quella di Armstrong. Lei cosa ne pensa?
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Lui era più giovane di me, e ha avuto un cancro ai testicoli, quindi una malattia più grave della mia. Ma credo che sarà diverso anche il dopo, io non penso di vincere sette scudetti... Lui ha fatto qualcosa di incredibile: probabilmente già era così forte prima, ma non lo sapeva e la malattia gli ha tirato quel qualcosa in più. Io ho già 34 anni, quindi l'età non è dalla mia parte. Spero solo di riuscire a tornare come prima, e magari a fare quello che non sono riuscito a fare nella prima parte della mia carriera".

Matteo Gandini