Stava tentando di rubare benzina da un deposito dell'Eni, ma è morto a causa delle esalazioni. La vittima è Massimo Mariani, 50 anni, ritrovato in condizioni disperate all'interno del porto di Livorno. L'uomo, soccorso da alcuni dipendenti di una società che effettua bonifiche ambientali, è morto poco dopo. L'area interessata è stata poi isolata e posta sotto sequestro.
Mariani, ex dipendente della società "Sicurmare" (che svolge servizio antincendio nel porto di Livorno) in pensione da quasi tre anni, secondo gli investigatori intorno alle 9 di lunedì mattina si è introdotto nel casottino in cemento che ripara le condotte di carburante, aprendo la porta con le chiavi che, probabilmente, aveva tenuto al momento del pensionamento.
L'uomo è arrivato a bordo di una piccola barca, e dopo aver installato un piccolo tubo di gomma su un raccordo delle tubazioni ha cominciato a rubare la benzina, riempiendo diverse taniche: in circa mezz'ora è riuscito a trafugare quasi 400 litri di carburante, riempiendo 13 taniche da 30 litri ciascuna. Ma proprio mentre stava riempiendo l'ultima la benzina ha iniziato a riversarsi all'interno del deposito. Mariani si è precipitato all'interno cercando di chiudere il bocchettone, ma l'ambiente era ormai saturo dei vapori di benzina, che l'uomo ha inalato.
Mariani ha fatto appena in tempo a tornare all'esterno, dove è stato trovato ancora in vita pochi minuti dopo da una squadra che aveva avvertito un forte odore di carburante, ma è morto subito dopo nonostante i soccorsi.
L'area è subito stata isolata, perché i vapori di benzina avevano superato i livelli di sicurezza, ma l'allarme è rientrato dopo poche ore. Sull'episodio stanno indagando polizia portuale e Capitaneria di porto, coordinate dal sostituto procuratore Roberto Pennisi.