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Dispersione scolastica: a rischio uno studente su 4, anche tra i più piccoli

Un'indagine condotta dalla Comunità di Sant'Egidio mostra come le conseguenze della pandemia sulla scuola italiana abbiano incrementato anche le disuguaglianze fra alunni

Ansa

Dopo mesi di didattica a distanza, in alcune regioni le scuole superiori hanno finalmente riaperto le loro porte per accogliere il 50% degli studenti, mentre altre lo faranno nelle prossime settimane. Nonostante gli sforzi e il ricorso immediato a forme di didattica a distanza rese necessarie dalla preoccupante diffusione della pandemia, le molte criticità della scuola nell’ultimo anno hanno però evidenziato la debolezza del sistema di istruzione italiano che, secondo i dati emersi da una ricerca della Comunità di Sant’Egidio - riportati dal sito Skuola.net - avrebbe favorito l'aumento della dispersione scolastica e delle diseguaglianze sociali. Risultati ancora più significativi e preoccupanti se si considera che il campione ha riguardato studenti delle elementari e delle medie, che in teoria questi mesi hanno subito meno disagi dei più grandi.

Crescono dispersione scolastica e disuguaglianze

Lo studio condotto da Sant’Egidio ha considerato una platea di 2.800 ragazzi di scuole primarie e secondari di primo grado che frequentano i centri pomeridiani gestiti dalla Comunità in 23 città di 12 regioni italiane (Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Veneto). I dati arrivano direttamente da ben 79 Scuole della Pace che sono gestite dalla Comunità di Sant'Egidio all'interno del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e del progetto Valori in Circolo. E la fotografia che è possibile scattare attraverso i numeri è chiara: uno studente su 4 è considerato a rischio dispersione, in quanto le assenze ingiustificate dalle lezioni riguardano il 24% di bambini e ragazzi (che sono più di 3 al mese nel 19,5% dei casi); mentre il numero degli studenti non iscritti o non frequentanti, fra quelli considerati dall’indagine, ha raggiunto il 4%.

Inoltre, un alunno su 2 ha manifestato difficoltà a mantenere viva la frequenza attraverso la Dad. Perché al deficit di apprendimento riscontrate nell'ultimo anno per via dell'uso massiccio di strumenti telematici, si deve aggiungere anche la quantità delle ore dedicate alla formazione, che in molti casi si sono ridotte (una scuola su 9, tra settembre e dicembre, ha offerto un orario tagliato non solo per le chiusure ma anche per intoppi nell'organizzazione interna). Di conseguenza, si è assistito a un maggiore calo di attenzione da parte degli studenti. Infine, lo studio ha dimostrato che la situazione appare più critica nelle zone del Centro-Sud rispetto al Nord Italia, con un rischio di dispersione maggiore di ben 3 volte.

Le 10 soluzioni proposte dalla Comunità di Sant’Egidio

Come fare per risolvere concretamente i problemi emersi dall’indagine? "Vogliamo evitare che il bambino sia un cittadino dimenticato - ha detto il presidente della Comunità, Marco Impagliazzo - perché per investire nel futuro vanno messi al centro i bambini, prevedendo secondo noi una task force della famiglia per trasformare il Covid in opportunità". Da qui l'indicazione - sintetizzate in un decalogo - delle possibili soluzioni che, secondo la Comunità di Sant'Egidio, potrebbero arginare il fenomeno della dispersione scolastica e delle disuguaglianze, così accentuati nell’ultimo anno:


1. Recupero effettivo delle ore perse a causa dell’emergenza

2. Prolungamento della scuola fino a metà luglio

3. Inizio anticipato (1° settembre) del prossimo anno scolastico

4. Stabilizzazione dell’iscrizione online sul sito del Ministero dell'Istruzione alla primaria e alla secondaria di 1° grado, oltre la scadenza del 25 gennaio, evitando così che le scuole rifiutino le iscrizioni degli alunni ritardatari

5. Recuperi estivi per tutte le carenze censite e, a lungo termine, impiego di risorse per programmare interventi in favore delle famiglie in difficoltà

6. Miglioramento delle azioni di recupero dell’abbandono scolastico

7. Introduzione della figura dello “school facilitator” per aiutare le famiglie e la scuola a evitare che i bambini si perdano

8. Risorse a favore della scuola dell’infanzia, per diminuire le diseguaglianze formative ed educative

9. Obbligatorietà della scuola materna dai 3 ai 6 anni

10. Utilizzare le scuole per una vasta campagna di educazione sanitaria

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