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Brexit, ecco cosa cambia dopo l'accordo tra Unione europea e Regno Unito

Scongiurato definitivamente lo spettro del "no deal", Ue e Uk si avviano verso una nuova stagione di rapporti, commerciali e non

Parlamento europeo

Dopo molteplici incontri, intese saltate all'ultimo minuto, negoziati condotti sul filo di lana e quattro anni e mezzo trascorsi dal referendum per l'uscita dall'Ue, il 24 dicembre è stato raggiunto l'accordo sulla Brexit. Lo spettro del "no deal" è stato definitivamente scongiurato, anche se i punti non definiti e i nodi irrisolti sono ancora tanti. Se ne discuterà nei prossimi mesi. Intanto, diamo un'occhiata rapida ai punti fermi e salienti dell'accordo, cercando di capire che cosa cambia.

Questione "dazi" - Quello dei rapporti commerciali fra Ue e Regno Unito è stato uno dei temi che ha scaldato di più il tavolo delle trattative. Alla fine si è optato per una locuzione magica che mette d’accordo tutti: "tariff free", ovvero zero dazi. Nessun temuto rincaro dunque per le merci che transiteranno tra Europa e Regno Unito, a condizione chiaramente che i patti vengano rispettati da entrambi. In caso contrario, il sistema di dazi che verrà introdotto sarà estremamente rigoroso. Prevista in questo caso la presenza in campo di un organismo di arbitrato composto da rappresentanti del Regno Unito e dell’Unione europea.

Dogana - Dal 1 gennaio 2021 filtra solo e soltanto i cittadini britannici diretti nei Paesi europei. E chi viaggerà alla volta del Regno Unito? Fino al 1 luglio 2021 potrà farlo in scioltezza. Da quel giorno in poi scatteranno invece i controlli doganali di rito.

Lavoro e turismo - A partire dal 1 gennaio, in Gran Bretagna l'immigrazione ha cambiato registro. Trasformazioni che fanno la differenza: da oggi in poi chi arriva per mettere radici (dunque per lavorare) deve avere già un visto, vale a dire un'offerta di lavoro e un compenso previsto di almeno 25.600 sterline (più o meno 28mila euro). Tale soglia non varrà invece per gli operatori del settore sanitario. Per chi invece si metterà in volo solo e soltanto per godere delle bellezze del Regno Unito (e magari una buona pinta di birra in uno delle migliaia di pub presenti), sarà necessario passaporto e una permanenza non più lunga di tre mesi.

Erasmus addio - Note dolenti. Ebbene sì, il Regno Unito esce ufficialmente dal programma Erasmus. In soldoni: dal 2021 i ragazzi europei per studiare nel Regno Unito dovranno chiedere il visto apposito e per il pagamento delle rette sborseranno un totale di almeno 30mila euro l'anno (fatta eccezione per coloro che si sono iscritti entro il 31 dicembre 2020). Gli studenti dell'Irlanda del Nord potranno invece continuare a partecipare al programma.

Accordi finanziari - La decisione (ed è il punto che costerà di più al Regno Unito) è stata quella di onorare gli impegni reciproci assunti nel periodo in cui il Regno Unito era ancora membro della Ue. Gli analisti hanno già fatto i conti. Quantificando il "pegno" in ben 36 miliardi di euro.

Backstop - E' stato il termine attorno al quale si sono accesi animi e scaldate le barricate, il crocicchio dal quale Theresa May non è uscita viva (politicamente parlando), spianando la strada a Boris. Era un termine che un anno fa rimbalzava di continuo su tutti i media, in un ping pong di interpretazioni e traduzioni da cui solo raramente si è evinto qualcosa di vicino ai fatti. Partiamo dalla traduzione, ovvero "rete di protezione". Si tratta di quel meccanismo che nella volontà di entrambe le parti in gioco (ovvero Unione europea e Regno Unito) avrebbe impedito - anche in caso di accordo non raggiunto entro il 2020 - che si ricreasse un confine rigido tra Irlanda e Irlanda del Nord. E che dunque si minasse il risultato raggiunto dagli accordi di pace irlandesi dopo i sanguinosi scontri fra cattolici e protestanti che infestarono gli anni Ottanta. Al parlamento inglese però il backstop (perlomeno nel suo risvolto di permanenza indefinita del Regno Unito e dell'Irlanda del Nord all'interno dell'unione doganale Ue) non è mai andato giù. Questo uno dei motivi delle tante bocciature di un accordo che non sembrava poter vedere la luce. E invece: accordo trovato con l'eliminazione del backstop (perlomeno per come è stato inteso finora). Il nuovo accordo prevede infatti che il confine tra Irlanda del Nord e Irlanda rimanga aperto, facendo dunque in modo che l'Irlanda del Nord resti parte del territorio doganale del Regno Unito, rispettando però al contempo gran parte degli obblighi contemplati dall’unione doganale dell'Unione europea. Last but not least: sarà l'assemblea legislativa dell'Irlanda del Nord a poter confermare o meno l'adesione a questo tipo di accordo. Ogni decisione in merito sarà dunque rinnovabile di volta in volta.

Cittadinanza -Tutela garantita in termini di diritti (quelli relativi allo stato sociale) per tutti i cittadini britannici che vivono nell'Unione europea e per tutti cittadini europei che vivono in Regno Unito.

Pesca - E' stato uno dei nodi più dibattuti. Anche perché in gioco vi era una questione rilevante come l'accesso alle acque della Manica. Ebbene: il Regno Unito ha concesso alla Ue quote di pesca del 25% nelle acque britanniche. Durata dell'accordo: cinque anni. A partire dal 2026 scatteranno nuovi negoziati per ridefinire le regole.

Questione Gibilterra - Anche su questo fronte, contrapposizioni a non finire e scogli difficili da superare con il governo di Madrid. Ma la quadra infine è stata trovata: i cittadini spagnoli potranno entrare liberamente a Gibilterra, mentre a quelli del Regno Unito sarà chiesto il passaporto. Inoltre gli abitanti della colonia britannica avranno libero accesso all'area Schengen.

Ultimi aggiornamenti - L'11 gennaio scorso la Commissione per il commercio internazionale del Parlamento europeo ha iniziato a esaminare l'accordo relativo alle future relazioni tra Ue e Regno Unito, mentre il 14 gennaio si è tenuta la discussione congiunta con la Commissione per gli affari esteri. L'accordo - applicato ancora in via provvisoria - dovrà infatti essere approvato dal Parlamento europeo per poter essere poi autorizzato in via permanente.

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