Ha ucciso la moglie a martellate e ha tenuto il cadavere in casa per una settimana. Finché, stremato dai rimorsi, non ha deciso di confessare tutto ai carabinieri. Un imbianchino di Milano si è presentato in caserma dicendo di aver ucciso la moglie. "L'ho fatto prima che lei uccidesse me", ha spiegato. Nella sua abitazione i militari hanno trovato la donna con il cranio sfondato e un martello vicino al corpo.
"Mi diceva che mi avrebbe ucciso nella notte - ha confessato l'uomo ai carabinieri -. Così ho deciso di ucciderla io, prima che lo facesse lei...". L'uomo, Giancarlo Maria Brusa, di 54 anni, ha spiegato che il rapporto con la moglie, Susanna Cara, di 51 anni, si era incrinato da tanto tempo e che i litigi tra loro due erano ormai molto frequenti. Non solo: le discussioni erano continue e sempre più violente.
"Temevo che mi avrebbe ucciso un giorno o l'altro", ha ribadito. E ha raccontato di come, mercoledì scorso, dopo l'ennesimo litigio, ha afferrato un martello e ha massacrato la moglie. Quindi ha tentato di "nascondere" quello che aveva fatto: ha messo il corpo nella vasca da bagno e per evitare che il cattivo odore facesse scoprire ai vicini quello che era successo ha spruzzato nell'appartamento del deodorante.
Per una settimana, l'uomo ha continuato a far finta di niente. Finché non ne ha potuto più. Alla fine, forse per rimorso e forse perché stanco di avere un cadavere in casa, si è presentato nella stazione dei carabinieri di San Cristoforo e ha raccontato tutto.