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Jean-Louis Trintignant festeggia 90 anni, da "Il sorpasso" a icona del cinema

La carriera settantennale dell'attore francese comprende oltre 120 film e la collaborazione con alcuni dei registi più importanti della storia

Uno dei più grandi attori francesi, Jean-Louis Trintignant, spegne 90 candeline il 9 dicembre. Protagonista di oltre 120 film nel corso di una carriera settantennale, ha lavorato con alcuni dei registi più importanti della storia. A maggio 2019 è tornato al festival di Cannes per "I migliori anni della nostra vita", diretto dallo stesso regista, Claude Lelouch, con cui nel 1966 vinse la Palma d'Oro con "Un uomo, una donna", in coppia con Anouk Aimée. Ma quando si parla di Trintignant non si può non pensare alle scene de "Il sorpasso" di Dino Risi, mentre con Vittorio Gassman scorrazzano per una Roma deserta.

Jean-Louis Trintignant, un carriera nella storia del cinema

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Nato nel sud della Francia, Trintignant è figlio di un industriale ma non segue le orme del padre. Abbandona gli studi di legge e si trasferisce a Parigi per studiare recitazione. Esordisce al cinema grazie a Roger Vadim, suo mentore, che nel 1955 lo vuole in "E Dio creò la donna" al fianco di Brigitte Bardot. Di lì a poco i giornali riportano la notizia della presunta relazione che legherebbe i due attori. Tanta è l'insistenza della stampa, che per sottrarsi al gossip si arruola nell'esercito per la guerra di Algeria.

Tornato, nel 1962 recita con Vittorio Gassman nel capolavoro di Dino Risi "Il sorpasso" e qualche anno dopo, nel 1966, ottiene la fama internazionale con "Un uomo, una donna" di Claude Lelouch, che colleziona quarantadue premi internazionali, tra cui la Palma d'oro a Cannes, gli Oscar come miglior film straniero e miglior sceneggiatura originale e il Golden Globe ad Anouk Aime. Numerosi registi famosi, anche italiani, se lo contendono. È uno scrittore per Giuseppe Patroni Griffi in "Metti una sera a cena" (1969); un tormentato piccolo borghese in "Il conformista" (1970), di Bernardo Bertolucci; il raffinato omosessuale ne "La donna della domenica" (1975), di Luigi Comencini, al fianco di Marcello Mastroianni e il medico disilluso de "Il deserto dei tartari" (1976), di Valerio Zurlini, al fianco di Vittorio Gassman. La collaborazione italo-francese prosegue fino agli anni Ottanta, quando è protagonista per Ettore Scola in "La terrazza" (1980).

Nel 1983 torna in patria con "Finalmente domenica", ultimo film di Truffaut, al fianco di Fanny Ardant. Approda, poi, oltreoceano con "Sotto tiro" (1983), di Roger Spottiswode, con Nick Nolte. Lelouch lo riscrittura per "Un uomo, una donna oggi" (1986) nuovamente in coppia con Anouk Aimée. Nel 1994 Krzysztof Kieslowski lo vuole per "Tre colori: Film rosso" e il suo ruolo del giudice maligno, demiurgo e patetico si conquista un posto negli annali della storia cinematografica. Negli ultimi anni, prima del ritorno a Cannes con Lelouch nel 2019, recita anche in due film di Michael Haneke: "Amour" del 2012 e "Happy End" del 2017. Presentando quest’ultimo, rivela: "Questo personaggio mi ha toccato enormemente. Sono alla fine della mia vita, come lui. Penso molto al suicidio, come lui".

La sua vita privata è stata segnata dalla tragedia. Dopo il primo matrimonio nel 1954 con l’attrice Stéphane Audran (da cui si è separato nel 1956), e una breve relazione con Brigitte Bardot, sposa nel 1960 Nadine Marquand, attrice, scenografa e regista (da cui divorzia nel 1976). Dall’unione nascono Marie, Pauline e Vincent. Pauline scompare nel 1969 a soli dieci mesi per la sindrome delle cosiddette morti bianche, mentre Marie muore tragicamente nel 2003 per le lesioni inflittele dal compagno Bertrand Cantat, voce del gruppo Noir Désir. Nel 2000 l'attore si sposa per la terza volta con la pilota Marianne Hoepfner.

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