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Vittorio Brumotti: "Ero lo sfigato: io bullizzato, ma da sempre al fianco dei più deboli"

Il campione di trial e inviato di Striscia racconta la sua infanzia, il lavoro in fabbrica e i trionfi: "Me ne hanno combinate di ogni"

Da sempre al fianco dei più deboli, controcorrente, "un po' lo sfigato" come si è definito lui stesso, Vittorio Brumotti racconta la sua infanzia e adolescenza, ospite di "Verissimo". "Nell'età stupida dei ragazzini non riuscivo a legare con gli altri", spiega il campione di trial e inviato di "Striscia la Notizia". Per compagno di banco, dall'asilo alle medie, aveva un ragazzino disabile, vittima di bullismo che lui ha sempre denunciato e anche subìto: "Me ne hanno fatte di ogni, a 13 anni mi hanno chiuso tra le porte dell'autobus, ma l'ho presa sempre sul ridere".
Poi la prima costosa bicicletta da trial a 11 anni, a 14 era già un "piccolo imprenditore" in cerca di sponsor per le sue gare, poi il lavoro in fabbrica e gli allenamenti la sera, mentre i coetanei si divertivano. E la famiglia, "la base di tutto", secondo Brumotti che parla anche dei suoi due splendidi genitori, diventati tali quando erano giovanissimi, e la fidanzata Annachiara: "L'opposto di me".

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