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Sabatino Autorino: “La tecnologia è un’arte, un modo di esprimere se stessi”

L’amministratore delegato di Contrader spiega a Tgcomlab che l’azienda è giovane in tutti i sensi: in tre anni i dipendenti sono passati da sette a 140 e la loro età media è 30 anni

Sabatino Autorino, amministratore delegato di Contrader

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Contrader è una società di consulenza rivolta all’innovazione e alla creazione di software finalizzati a prodotti digitali. La giovane azienda campana può contare sul lavoro di 140 ingegneri specializzati in tecnologie innovative che possono essere applicate ai più svariati campi. Sabatino Autorino, 39 anni, a sua volta ingegnere, è l’amministratore delegato dell’azienda. 

Come è arrivato a ricoprire l'incarico attuale? 

Ricopro il ruolo di amministratore e portfolio manager di Contrader, mi occupo soprattutto della pianificazione strategica e dell’implementazione operativa delle linee di business dell'azienda. La società si occupa di ingegneria, in particolare siamo specializzati in ingegneria informatica ed elettronica. Nell'ultimo periodo stiamo iniziando a seguire anche attività nell’ambito dell’ingegneria meccanica. I nostri progetti impegnano circa 140 dipendenti, soprattutto ingegneri, tutti molto giovani. Io stesso sono un ingegnere elettronico laureato da circa 15 anni e da sempre impegnato nella applicazione delle ultime tecnologie alla vita quotidiana. Mi sento un “nerd” prestato al ruolo di amministratore, infatti a volte la mia posizione mi mette in sofferenza visto che vorrei stare con i miei ragazzi a programmare piuttosto che redigere bilanci con i commercialisti. Il progetto Contrader è relativamente giovane: basti pensare che solo tre anni fa avevamo circa sette dipendenti. Credo che la nostra crescita sia assolutamente soddisfacente. 

Qual è l'elemento di forza della società? 

Siamo una società veramente giovane, l'età media in azienda è 30 anni, scegliamo solo i migliori talenti per affrontare le sfide più impegnative su tutte le ultime tecnologie. D'altronde si possono realizzare certi tipi di progetti solo se si mettono all’opera le menti più giovani e brillanti. Alcune tecnologie, come il deep learning, i Big Data o l'intelligenza artificiale, sono di ultima generazione: prendere persone con tanti anni di esperienza probabilmente non sarebbe molto utile, perché le tecnologie sarebbero più giovani dei dipendenti. Siamo ormai diventati una delle prime scelte tra i giovani neolaureati in Italia e facciamo quotidianamente tantissimi colloqui al fine di selezionare le persone più brillanti e appassionate per quello che facciamo.

Quale consiglio dà a chi vuole intraprendere una carriera nel suo settore?

Quello che dico, molto spesso, ai miei ragazzi è di lasciarsi ispirare dalla bellezza della tecnologia, di affrontare questo lavoro come un'arte, un modo di esprimere se stessi.

Il suo settore è stato danneggiato dall’emergenza covid?

Sicuramente sì, però devo dire che gli operatori del nostro settore stanno tutti reagendo in maniera dinamica e costruttiva all'emergenza, annullando di fatto gli effetti negativi.

Come si tiene aggiornato?

Leggo molto, sia in formato cartaceo che online, libri e riviste che si occupano di tecnologie e innovazione tecnologica. Partecipo a convention, fiere e manifestazioni del settore e soprattutto mi tengo allenato sviluppando soluzioni sempre nuove e testando io stesso le ultime tecnologie prima di investire con l'azienda.

Come trascorre il suo tempo libero? 

Il tempo libero lo dedico esclusivamente alla mia famiglia. Ci piace molto viaggiare.

Quale successo ricorda con più soddisfazione?

Devo dire, che per il lavoro che ho il piacere di fare e per le potenzialità di quest'azienda, ci sono aneddoti che si potrebbero raccontare quotidianamente. Sicuramente una delle emozioni più suggestive è stata alla presentazione del nostro progetto di Intelligenza Artificiale applicata al mondo del calcio quando abbiamo iniziato le attività con il Pescara Calcio in serie B. E' stato un grandissimo successo, soprattutto per i miei ragazzi coinvolti nell’attività.

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