televisione

Una serata dedicata a Nino D'Angelo

Venerdì 27 su Canale 5

Una festa dedicata a Nino D'Angelo, un one man show in cui tutti i riflettori sono puntati sul 'caschetto d'oro' della canzone partenopea: è lo speciale Io non t'ho mai chiesto niente, in onda venerdi' 27 maggio su Canale 5 in prima serata. Il programma è stato registrato al Palasport di Casoria (Napoli), luogo dove Nino D'Angelo ha vissuto per 30 anni ma dove non ha mai cantato.

Il cantante è il protagonista insieme a tanti altri ospiti-amici, oltre che a un pubblico di 2500 persone che lo accompagnano in questo suo "ritorno a casa". A condurre la serata sarà lo stesso D'Angelo, affiancato in molti momenti da Massimo Boldi. Il cantante sarà accompagnato da un'orchestra di 27 elementi diretta da Nuccio Tortora. Una delle 'chicche' del programma è il duetto, per la prima volta, con Massimo Ranieri, sulle note del successo sanremese 'A'storia e'nisciuno' di D'Angelo, che spiega: "In genere tra gli artisti napoletani non accade facilmente. E' stato molto bello".

Anche Joe Pesci è presente in collegamento da Los Angeles. Ripercorrere la storia di un personaggio dal vissuto artistico come quello di Nino D'Angelo è l'occasione per rivisitare la storia di Napoli e della canzone napoletana, ma non solo visto che D'Angelo è stato anche interprete negli anni Ottanta di successi cinematografici e autore di colonne sonore. Anche in teatro ha recitato in numerose commedie firmate da Raffaele Viviani. Ed ancora, un libro lieve e sincero 'L'ignorante intelligente' e l'ultimo lavoro discografico dedicato alla brava gente di Scampia e dal titolo emblematico 'Il ragu' con la guerra', diventato un recital.

Tanti gli ospiti, tra cui Giancarlo Giannini, Maria Scicolone, Barbara D'Urso, Sebastiano Somma e Roberta Oliveri, l'eterna fidanzatina di Nino D'Angelo nei film degli anni '80. Il cast artistico è intergrato sulla scena dall'intervento di parenti, amici ed estimatori che, come in una vera festa, si trovano accanto a volti noti aiutando il programma ad offrire un affresco della storia italiana, tra ieri ed oggi, in un gioco ironico tra trash e cult, tra nord e sud.