Il suo quadro più famoso, 'L'Urlo', considerato una delle icone del '900, non c'è, neanche nelle versioni successive a quella rubata lo scorso agosto, ma la mostra che riporta Munch a Roma dopo vent'anni al Vittoriano è una delle più interessanti della stagione. Lesposizione, intitolata Munch 1863 - 1944" ripercorre l'intero cammino creativo ed umano del grande artista anticipatore dei temi dell'Espressionismo attraverso oltre cento capolavori di cui circa sessanta olii e una cinquantina di opere grafiche tra acquaforti, litografie e xilografie.
La mostra, curata da Oivind Storm Bjerke e Achille Bonito Oliva, promossa dal Comune e dalla Provincia di Roma e dalla Regione Lazio, resterà apertafino al 19 giugno e vanta i numerosi prestiti del Munch-museet e della Nasjonalgalleriet di Oslo. Nel 1940, Munch donò infatti la maggior parte delle sue opere alla città dove visse per moltissimi anni. I curatori sono comunque riusciti a portare a Roma opere importanti realizzate tra il 1890 e il 1908, una sessantina di dipinti e cinquanta grafiche, oltre a un nucleo di immagini fotografiche dello stesso Munch, una serie di autoscatti che lo ritraggono in diversi momenti della sua vita travagliata. La rassegna del Vittoriano non riguarda un periodo specifico della produzione dell'artista norvegese, ma si propone di esplorare diversi aspetti della sua produzione. Sofferenza e angoscia trasudano da tele come Disperazione o Melanconia e negli splendidi paesaggi al chiaro di luna. Per le opere di Munch, ha detto Bonito Oliva, si può parlare di "tsunami dell'anima, di onda anomala dei sentimenti, della proiezione di una dissociazione irreversibile", che si traduce in volti trasformati in maschere silenziose e nei colori di fuoco che ritraggono l'immenso grido della natura.
Munch 1863 - 1944"
10 marzo -19 giugno 2005.
"Complesso del Vittoriano
Via San Pietro in Carcere (Fori Imperiali).
Orari: dal lunedì al giovedì: 9.00-19.30
venerdì e sabato: 9.30-23.30 domenica: 9.30-20.30