spettacolo

Scala, i sindacati al Senato

Ore caldissime per il teatro milanese

La Scala sta vivendo le ore più difficili. Dopo la richiesta di dimissioni di Muti, del Cda e di Meli avanzata dall'assemblea dei lavoratori, i sindacati si sono recati al Senato per dire no al commissariamento del teatro milanese. Ipotesi, quest'ultima, ventilata dal sindaco del capoluogo lombardo Gabriele Albertini. Ora si aspettano le mosse del Consiglio di amministrazione convocato in seduta straordinaria.

Ormai da giorni il tempio milanese della lirica è nella bufera. Prima l'assemblea dei lavoratori che ha chiesto la testa del Cda, di Meli e di Muti. Quindi le voci di dimissioni, poi smentite, dello stesso Maestro, dall'incarico di direttore musicale del teatro. Infine l'incontro fra il neo sovrintendente con il sindaco Albertini (che vede il commissariamento come "unica soluzione") e la convocazione di un Cda straordinario "aperto ad ogni soluzione".

ALBERTINI: "COMMISSARIAMENTO UNICA SOLUZIONE"
Il sindaco di Milano e presidente della Fondazione Teatro alla Scala, Gabriele Albertini, ha dichiarato: "Con tutto il desiderio di trovare un accordo, al momento non vedo quale altra soluzione ci potrebbe essere al commissariamento". "Le maestranze della Scala ieri nella loro assemblea hanno chiesto le dimissioni del Cda, del massimo dirigente gestionale della Scala e vogliono anche allontanare il più prestigioso direttore d'orchestra del mondo: siamo di fronte - ha affermato Albertini - ad un ammutinamento". E infine: "La competenza sull'eventuale commissariamento della Scala non è del sindaco o del Cda ma è del ministro per i Beni Culturali Giuliano Urbani. Questo potrebbe accadere, secondo la legge, se il teatro perdesse il 30% del proprio patrimonio".

"NESSUNA LETTERA DA MUTI"
"Non ho avuto da Muti nessuna comunicazione di dimissioni - ha rivelato Albertini - e non ho nessuna percezione di questa intenzione". Il sindaco di Milano però teme che il Maestro Muti "possa stufarsi" della situazione di polemica in cui si trova il Teatro alla Scala

IL GIALLO DELLE DIMISSIONI
Le voci delle dimissioni del Maestro Riccardo Muti sono circolate per oltre un'ora senza uno straccio di conferma. Finalmente arriva la nota della Scala: "Il Teatro alla Scala smentisce le voci circolate insistentemente nelle ultime ore relative alle dimissioni del maestro Riccardo Muti". C'è chi è disposto a giurare che le dimissioni Muti le abbia proprio date, salvo congelarle, in extremis, grazie alle insistenze del sindaco e alla proposta del neo assessore alla Cultura, Stefano Zecchi, di chiedere l'intervento mediatore del Prefetto di Milano, Bruno Ferrante. Oggi pomeriggio a Palazzo Marino si riunirà nuovamente il consiglio di amministrazione della Fondazione.

FONTANA QUERELA ALBERTINI E MELI
L'ex sovrintendente del Teatro alla Scala Carlo Fontana ha sporto querela verso il sindaco di Milano Gabriele Alberini e verso l'attuale sovrintendente del Teatro, Mauro Meli, per diffamazione. La decisione è stata presa dopo la relazione del sindaco Alberini di lunedì scorso in Consiglio comunale. Fontana sporge querela anche verso Meli accusandolo di aver distribuito ai giornalisti il dossier e i dati dei presunti aumenti concessi ai dipendenti dallo stesso Fontana. Il sindaco Albertini aveva accusato l'ex sovrintendente di aver rallentato il passaggio di consegne con Meli e di aver proceduto ad assunzioni e promozioni onerose per le casse del teatro.

FIOCCANO ALTRE DENUNCE
Giuseppe Zecchillo, segretario dello Snaal (Sindacato nazionale autonomo artisti lirici) rende noto di aver presentato in Procura un esposto in cui si chiede "l'avvio di indagini su presunte irregolarità amministrative e contabili del Teatro alla Scala". Poi la Uil di Milano, ha dato incarico ai propri avvocati di esaminare il contenuto della relazione del sindaco Gabriele Albertini sulla Scala per verificare se esistono gli estremi della diffamazione. La Cgil dice di aver querelato il sindaco perchè "nella relazione fatta in Consiglio comunale l'altro ieri si accredita una Cgil che sta facendo quel che sta facendo perchè 'sovvenzionata' da Fontana".

MELI: "SITUAZIONE SCALA E' GRAVE"
"La situazione della Scala è grave, ma non mi sento affatto causa di questa agitazione", ha detto Meli, specificando di non essere ancora entrato fisicamente nel suo ufficio di sovrintendente. Per uscire da questa grave crisi "la soluzione è riprendere il dialogo, magari con un direttore artistico che vogliono tutti e che è giusto nominare. L'atto più urgente da fare è nominare un direttore artistico che - ha ribadito Meli - deve essere forte e autorevole". Sulla necessità di dialogo Meli si è detto d'accordo con Albertini: "Bisogna riprendere la discussione, sedersi intorno a un tavolo con la disponibilità e il coinvolgimento di tutte
le parti"

I LAVORATORI DELLA SCALA: NESSUN PASSO INDIETRO
Durante le due ore e mezzo dell'assemblea svoltasi nella platea del teatro, sindacalisti e lavoratori si sono alternati nel ribadire le accuse ai vertici (artistici, amministrativi e politici) della Scala. Due le parole d'ordine: non fare passi indietro rispetto alla linea intrapresa e respingere "le provocazioni" di chi vorrebbe "scaricare" sui dipendenti l'ingovernabilità del teatro. Giancarlo Albori, della Cgil, ha detto senza mezzi termini: "O si sta col cda o si sta con noi. In questo momento non c'è una via di mezzo". Domenico Dentoni, della Uil: "La responsabilità è del sindaco e del cda che non hanno ascoltato i lavoratori". Quindi "siamo aperti al dialogo, non a fare un solo passo indietro". "Morto un sovrintendente - ha detto un lavoratore - se ne fa un altro, ma se anche di sovrintendenti ne muoiono due, non è un problema".

RAPPORTO TRA ORCHESTRA E MUTI "MALATO"
Poi è stato Davide Formisano, primo flauto dell'orchestra, a spiegare, anche a nome di alcuni colleghi, il dispiacere "di essere qui, oggi, per dare la sfiducia al maestro Muti" anche se ormai "il rapporto fra lui e l'orchestra è malato". Ormai "siamo alle ripicche di un marito e una moglie che si sono separati". "In questa situazione - ha aggiunto - non si può più fare musica insieme, non si può più fare niente".

L'appuntamento è ora per il concerto di gratuito di venerdì al Conservatorio. Un concerto che i gruppi della Scala hanno deciso come segno di dialogo e presenza nei confronti della città, nonostante l'agitazione che ha fatto saltare le rappresentazioni.