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Marche: tra mare e montagna artigianato al top

Antiche, raffinate, quasi leggendarie tradizioni permettono la creazione di oggetti unici al mondo

Marche, artigiani al top tra ramai, paiarole, ceramisti…

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Castelfidardo
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Marche, il Conero
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Offida, merletto a tombolo
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Marche, Monte San Bartolo
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Marche, ceramista
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Acquaviva Picena

La regione delle Marche, sospesa tra Adriatico e Appennini, è una terra ricchissima di antiche tradizioni artigiane e di mestieri, testimoniate dalla grande quantità di botteghe disseminate nei piccoli borghi storici del territorio, alcuni affacciati sul mare, altri distesi sul rinascimentale paesaggio collinare, altri abbarbicati sulle montagne. 

Insomma, tra torri e campanili, vicoli e piazzette, nelle Marche è ancora oggi possibile incontrare donne e uomini che hanno scelto di intraprendere un’attività artigianale contando soprattutto sulla propria abilità e creatività, spesso mescolando il sapere antico, l’esperienza e il “saper fare”, con il design e il gusto dei giorni nostri. 

Le paiarole - Per chiunque volesse conoscere l’antica arte delle paiarole, i cesti realizzati con paglia di frumento, vimini e vari tipi di canne palustri, Acquaviva Picena, a soli 10 minuti dalla località marittima di San Benedetto del Tronto, è il borgo giusto dove recarsi. Si tratta di un’arte tutta al femminile, detenuta dalle cosiddette paraiolane, le poche lavoratrici ormai rimaste capaci di creare meravigliose ceste richieste in tutte le più grandi città italiane.

Pesaro - Infine, in tutto il territorio marchigiano si è diffusa nel corso del tempo, una lunga tradizione legata all'artigianato della ceramica che ha via via acquisito particolarità tecniche e culturali. Pesaro è una cittadina affacciata sul mare che, oltre ad essere un noto centro balneare situato tra due colline costiere, è uno dei centri nazionali della grande tradizione della ceramica, grazie alle raffinate decorazioni a raffaellesche del XVI secolo e alle novità introdotte dalla fabbrica Casali e Callegari, operante dal 1763 al 1815. Il prestigioso passato della città è ampiamente documentato nella sezione Ceramiche dei Musei Civici. 

Urbania e Urbino - Un altro importante centro di produzione di ceramiche è Urbania, l’antica Casteldurante della maiolica, prodotta dagli abili maiolicari del luogo che, favoriti dalla corte Roveresca, poterono giovarsi della collaborazione di pittori famosi, dando vita così al genere dell’Istoriato. Poi Urbino, dove visitare la collezione conservata nel Palazzo Ducale con opere delle officine di Patalnazzi e Nicola da Urbino.

La patria della fisarmonica - Castelfidardo, in provincia di Ancona e a pochi km dalla bellissima costa, è invece la patria della fisarmonica, grazie all’ingegno di Paolo Soprani che, nel 1863 intuì le potenzialità dell’organetto e lo adattò ai gusti e agli stili musicali della zona e del periodo. A questa antica tradizione è dedicato il Museo Internazionale della Fisarmonica (apertura da verificare sul sito) che, ubicato nel piano seminterrato del Palazzo Comunale, rappresenta un efficiente mezzo didattico per seguire le fasi evolutive dello strumento musicale e per conoscere tutti i personaggi che tramandano il mestiere artigiano. 

Il tombolo e i ramai - Addentrandosi più nell’entroterra altri tesori d’artigianato da scoprire: è sempre femminile la tradizione del merletto a tombolo, ad esempio, per la quale il borgo di Offida (AP) è conosciuto in tutto il mondo. Si tratta di un’arte tanto radicata nella cultura del luogo, che un monumento dedicato alle merlettaie di Offida sorge come riconoscimento all’inizio del paese. Sempre nell’ascolano il borgo di Force vanta una fiorente tradizione di ramai viva ancora oggi e documentata nel Museo Ramai a Palazzo Canestrari, dove si possono vedere, e anche realizzare attraverso laboratori, gli oggetti d’uso e lavoro quotidiano che si producevano con il rame. 

Il cappello di paglia - E ancora Montappone, in provincia di Fermo, è meritatamente riconosciuta come la capitale europea del cappello di paglia. Già nel Settecento, i mezzadri si raccoglievano nelle stalle per filare, tessere, intrecciare cesti, cappelli e scope di saggina, utilizzando la paglia. Con il passare dei secoli, il paese ha saputo affinare le tecniche di fabbricazione fino a creare una vera e propria industria del settore. Anche a Montappone, per non dimenticare questa splendida tradizione, è sorto il Museo del Cappello, che, attraverso proiezioni, fotografie, pannelli e macchinari d’epoca perfettamente funzionanti, ripropone e illustra tutte le fasi di lavorazione della paglia fino alla creazione del cappello. 

Per maggiori informazioni: www.turismo.marche.it
 

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