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Riapre il ristorante Retrobottega di Roma con un nuovo approccio alla tavola  

Un nuovo menù e un concept del tutto nuovo e rinnovato, che pone al centro di tutto gli ingredienti, manipolati e sviluppati in piatti da scoprire di volta in volta

Retrobottega: costruire il nuovo

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Il ristorante Retrobottega di Roma ha riaperto i battenti e vuole sorprendere con un’idea di menù completamente nuova, per un servizio cena rinnovato e al passo con i tempi. Affidandosi quasi a occhi chiusi all’estro di Alessandro Miocchi e alla sua sensibilità gastronomica, il nuovo approccio pone al centro del convivio i singoli ingredienti, sviluppati e manipolati in piatti da scoprire di volta in volta.

Un originale e nuovissimo concept in cui al centro dell’offerta c’è la grande materia prima scelta dagli chef Miocchi e Lo Iudice, lavorata e costruita con tecniche e abbinamenti tesi a estrapolarne e a esaltarne la sua natura e le sue caratteristiche. I due chef, anima del progetto Retrobottega, dell’e-commerce Retrodelivery e del temporary format RetroPizza, ora sono pronti a stupire con questo nuovo progetto, che segue sempre le orme concettuali di RetroBottega, ma che viene composto con la voglia di evolvere la proposta di cucina del ristorante e di renderla ancor più contemporanea.

RetroPizza è il format che non si ferma dedicato alle pizze che vive nel locale RetroVino: nuove pizze e abbinamenti, che cambiano di mese in mese seguendo la stagionalità e la reperibilità delle migliori materie prime dei produttori e dei contadini selezionati da Miocchi e Lo Iudice.

Abbiamo pensato a una sorta di ‘lista della spesa’, piuttosto che a un nuovo menù che spieghi i piatti”, racconta Alessandro Miocchi. “Il cliente sceglie il prodotto e si affida al nostro racconto, che lo interpreta sempre attraverso un processo creativo personale, che ci permette di essere più liberi e al contempo di esaltare le materie prime della stagione”.

E così ci saranno narrazioni sul Peperone, sul Pomodoro, così come sullo Sgombro o sull’Acciuga, sul Piccione. Storie da portare sulla tavola e nel piatto dell’ospite che, a sua volta, dovrà decidere di affidarsi “al buio” all’interpretazione della cucina. Una sorta di blind tasting, dove però nulla è nascosto, ma piuttosto, analizzato e sviluppato secondo le mani e la testa degli chef, con un unico fine: creare un nuovo approccio alla tavola, rinnovando l’esperienza RetroBottega.

Si potranno scegliere 3 portate dal menu, oppure l’ospite potrà affidarsi ad un percorso di 6 portate scelte dalla cucina.

Ci piaceva iniziare con un pasto nuovo, perché in questo periodo, in cui tutti desiderano tornare a quello che erano prima dell’emergenza sanitaria, secondo noi ora è impossibile, ora è il momento di fare qualcosa di diverso. Di utilizzare le energie per costruire il nuovo, per stupire, magari in maniera paradossalmente più semplice e di rinnovare la convivialità della tavola secondo nuovi canoni.”

Questo l’intento degli chef, che, ancora una volta, hanno deciso di dare ampio spazio alla materia vegetale, con una selezione di ingredienti che per l’85% prevedono ortaggi e verdure. La semplicità dell’offerta non significa però che non ci sia una costruzione e uno studio approfondito delle pietanze: il piatto è complesso ma non si vede, si scopre, boccone dopo boccone.

Di Indira Fassioni 

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