I carabinieri hanno eseguito 51 arresti dopo la scoperta di un "diffuso e metodico rapporto collusivo" tra un clan mafioso lucano e ambienti politici, amministrativi e imprenditoriali. In manette il presidente della Camera penale della Basilicata, Piervito Bardi. Chiesto l'arresto anche dell'onorevole di Fi Gianfranco Blasi. L'accusa è associazione a delinquere di stampo mafioso, turbativa d'asta, estorsione, usura, riciclaggio e corruzione.
Il clan lucano guidato da Renato Martorano e Giovanni Quaratino - che sono fra le persone arrestate - aveva rapporti con cosche della 'ndrangheta e della camorra. In particolare, i rapporti del clan lucano erano con le cosche calabresi Alvaro-Violi-Macrì, Pesce e Piromalli-Molè e con i clan della camorra Puccinelli e Birra. Tali rapporti servivano - secondo l' accusa - ad assegnare lavori pubblici e a chiedere tangenti sugli appalti. Molte delle persone arrestate facevano parte di un' organizzazione dedita a condizionare i lavori pubblici e l' economia locale.
L' ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip distrettuale di Potenza, Alberto Iannuzzi, su richiesta dei pubblici ministeri, Vincenzo Montemurro ed Henry John Woodcock - che hanno coordinato le indagini su mafia, politica e settori amministrativi - riguarda 52 persone, fra le quali uomini politici, loro collaboratori, imprenditori, tecnici e funzionari. In particolare, 42 sono le persone raggiunte da ordinanza di custodia cautelare in carcere e dieci quelle agli arresti domiciliari. Ma numerose altre persone sono indagate: si tratta anche di uomini politici e amministratori. Agli arresti sono però finite solo 51 persone: per l'onorevole Gianfranco Blasi è stato chiesto l'arresto alla giunta per le autorizzazioni a procedere della Camra.
Il presidente della Camera penale di Basilicata, Piervito Bardi, è fra le persone arrestate con l'accusa di aver fatto parte di un'associazione per delinquere di tipo mafioso. Lo ha reso noto il vicepresidente della Camera penale lucana, l'avvocato Sergio Lapenna, che ha definito il fatto "gravissimo: Bardi, infatti - ha aggiunto - è stato arrestato per un' accusa che riguarda i suoi diritti di avvocato difensore". Bardi è presidente della Camera penale da circa quattro anni ed è stato anche presidente del Potenza, squadra che ha partecipato al campionato di Serie D di calcio e che è fallita. Lapenna ha annunciato un'assemblea urgente della Camera penale lucana, durante la quale "proporrò cinque giorni di sciopero: il presidente nazionale dell' Unione delle Camere penali, Ettore Randazzo - ha aggiunto Lapenna - è già stato informato".
L' operazione è stata denominata dal Ros dei Carabinieri "Iena due": nella prima parte dell' operazione, venerdì scorso, 33 persone sono state arrestate in varie regioni d' Italia nell' ambito di indagini su un' organizzazione che faceva arrivare ragazze dai Paesi dell' Est per avviarle poi alla prostituzione in locali per "vip" della zona del lago di Garda.
Chiesto l'arresto del deputato Gianfranco Blasi
Nato a Potenza 46 anni fa, Blasi è stato eletto alla Camera dei Deputati nel proporzionale, in Basilicata. In precedenza era stato consigliere regionale, sempre per Forza Italia. Alla Camera, Blasi fa parte della Commissione Bilancio. Nel partito, è responsabile del settore Mezzogiorno e lo scorso anno fu designato come relatore della legge finanziaria. Ora è accusato di aver stretto un "patto di alleanza" con il clan diretto da Renato Martorano.
Il deputato lucano avrebbe ricevuto sostegno elettorale, in cambio di appoggio per le gare di appalto alle quali partecipavano imprese controllate dal clan mafioso. Blasi, sempre secondo l'accusa, avrebbe anche incontrato lo stesso Martorano e gli imprenditori legati al clan per "programmare" parte della sua attività in favore delle imprese "amiche". Il deputato sarebbe stato aiutato da uno dei suoi più stretti collaboratori, Rosario Antonio Pace, per il quale il gip ha disposto la detenzione in carcere.
Indagati altri due deputati
Iscritti nel registro degli indagati Antonio Luongo (Ds) e Antonio Potenza (gruppo misto Popolari-Udeur). Risultano inoltre indagati il Presidente della Giunta regionale della Basilicata, Filippo Bubbico (Ds); il Presidente del Consiglio regionale lucano, Vito De Filippo (Margherita); l'assessore alle attività produttive della Regione Basilicata ed ex sindaco di Potenza, Gaetano Fierro (Udeur); il sindaco di Potenza ed ex Presidente della Provincia, Vito Santarsiero (Margherita).
L'onorevole Antonio Luongo, 46 anni, eletto nel 2001 nel collegio di Lauria (Potenza), alla Camera dei Deputati fa parte della Commissione Difesa. E' già stato coinvolto nel 2001 in un' altra inchiesta coordinata dal pm, Woodcock, nella quale è accusato di aver ricevuto un contributo da un imprenditore. L' onorevole Antonio Potenza, 69 anni, eletto alla Camera nel 2001, nel collegio di Pisticci (Matera), è vicepresidente della Commissione Agricoltura di Montecitorio: in passato è stato assessore alla sicurezza sociale della Regione Basilicata.
Bubbico: "Ho già chiarito, sono sereno"
Il Presidente della Regione Basilicata, Filippo Bubbico (Ds), iscritto nel registro degli indagati "in relazione a vicende amministrative concernenti l'Azienda sanitaria locale di Matera, ha precisato di aver "informato immediatamente" della vicenda "il Consiglio regionale. Si tratta - ha aggiunto - di aspetti di una inchiesta giudiziaria sui quali ho già reso ampia testimonianza agli inquirenti, chiarendo la mia totale estraneità ai fatti contestati".
I 51 arrestati
In seguito all'operazione sono 41 le persone finite in carcere e dieci quelle agli arresti domiciliari, mentre per l'onorevole Gianfranco Blasi l'esecuzione della custodia cautelare in carcere è sospesa. Le persone arrestate sono Renato Martorano e Pio Albano, di Potenza; Massimo Alemagna, di Napoli; Salvatore Alvaro, di Sinopoli (Reggio Calabria); Michele Badolato, l'avvocato Piervito Bardi e l'imprenditore Giovanni Basentini, di Potenza; Luciano Bonavoglia, Rosario Casillo, di Potenza; Maria Elisabetta Carbone, di Oppido Lucano (Potenza); Nicola Coluzzi, di Pignola (Potenza); Francesco Damiano, di Ruoti (Potenza) arrestato nei giorni scorsi nell' ambito di una operazione contro la prostituzione; Nicola D' Oronzo e Giuseppe Dovere, di Potenza; Maurizio e Gennaro Esposito, di Napoli; Romeo Felitti, di Vietri di Potenza (Potenza); Massimiliano Galasso, di Avigliano (Potenza); il consigliere comunale di Potenza Antonino Garramone (Forza Italia) e il cugino Carmine Garramone; il funzionario dell'Ente Irrigazione, Nicola Giordano; Carmine Giuseppe Guerino e Goffredo Rodolfo Enrico Guarino e Rocco Lapelosa, tutti e tre di Potenza; Vito Mariani, di Muro Lucano (Potenza); Francesco Mazzeo, di San Ferdinando (Reggio Calabria); Cesario Nuzzo, di Bari; Rocco e Rosario Antonio Pace, quest' ultimo collaboratore dell'onorevole Blasi, entrambi di Potenza; Savino Pesce di Rosarno (Reggio Calabria); Luigi e Saverio Postiglione, di Potenza; Giovanni Quaratino, Giuseppe Santarsiero, Dorino Rocco Stefanutti, tutti di Potenza; Giancarlo Tullipani, di Tito (Potenza); Antonio Valanzano, di Potenza; Angelo Varlotta, di Marsicovetere (Potenza); Donato Vertone e l'imprenditore Vito Antonio Zaccagnino, entrambi di Potenza; e Rocco Violi di Sinopoli (Reggio Calabria).
Le dieci persone agli arresti domiciliari sono Gianvito Amendola, Massimo Blasi, i gioiellieri Francesco Paolo e Giovanni Bollettino, tutti di Potenza; Vito Bortaccio, di Calciano (Matera); Donato Salvatore Galasso, di Avigliano (Potenza); il consigliere regionale della Basilicata Agostino Pennacchia (Patto Segni-Liberaldemocratici); il sindaco di Pignola (Potenza), Ignazio Petrone (Margherita); il consigliere provinciale di Potenza, Domenico Antonio Iacobuzio (Margherita); e Teodosio Vertone, di Potenza.