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Morti in corsia, mancano 13 pagine alle motivazioni: annullata la sentenza per l'infermiera killer Laura Taroni

La Cassazione ha disposto che si svolga un altro procedimento d'appello, presso una diversa sezione di Milano. Intanto la donna resterà comunque in carcere

La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di condanna a 30 anni per Laura Taroni, infermiera del Pronto soccorso di Saronno (Varese) accusata di aver ucciso sua madre e suo marito, insieme all'amante medico Leonardo Cazzaniga. La decisione è stata presa per la segnalazione di un errore formale: nelle motivazioni della sentenza d'appello di luglio 2019 mancavano infatti 13 pagine. Ora si dovrà svolgere un altro procedimento d'appello.

"La decisione non riguarda solo il fatto che la sentenza fosse incompleta", ha spiegato l'avvocato di Taroni, "perché la Corte d'Appello di Milano si era dimenticata una parte della motivazione, ma anche le prove sulla responsabilità per gli omicidi".

La donna resterà comunque in carcere, in attesa del nuovo appello, a meno che non scadano nel frattempo i termini della custodia cautelare. I giudici della Corte d'appello di Milano, quando si erano accorti dell'incompletezza delle motivazioni depositate in cancelleria, avevano fissato una udienza per riparare a un "errore materiale", ma nel frattempo sarebbero scaduti per l'imputata i termini per il ricorso in Cassazione.

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