Da "Papa loves mambo" di Perry Como ai Velvet Underground di "Sunday Morning" fino a "And I love him" tratta da Esther Phillips dal classico di Lennon-McCartney. Ad accompagnare oggi le grandi campagne pubblicitarie non sono più soltanto le hit del momento, da "Come stai" di Vasco Rossi a "Toxic" di Britney. Dilagano i brani dei '60, traino irresistibile per banche e telefonini...
La Fiat per la pubblicità della nuova Panda ha scelto una canzone di repertorio: Mina ha reintepretato "Can't take me eyes off of you", brano storico dance di Gloria Gaynor. I condizionatori Daikin hanno rispolverato "Magnolia" di J.J.Cale, anno 1972, mentre la Renault è volata fino agli Ottanta riproponendo il "Van Halen" David Lee Roth in "California Girls" (1885). Sky si è spinta un po' più avanti negli anni ripescando un successo dei 90, "Vattene amore" di Amedeo Minghi e Mietta, che ai tempi restò primo in classifica per diversi mesi.
"Top of the Spot", intanto, è al terzo posto tra le compilation più vendute della settimana. Nella tracklist anche "Now we are free", tratto dalla colonna sonora del film "Il Gladiatore", inserita nello spot della Barilla. Poi, naturalmente, brani recenti che proprio grazie alla pubblicità hanno avuto un traino considerevole in termini di vendite. Si va dai Maroon 5 con la hit "Harder to breathe" che fa da sottofondo allo spot Breil, fino a "Toxic" di Britney Spears e "Superstar" di Jamelia (entrambi Infostrada).
Il mercato discografico è in crisi, si sa. E allora l'espediente di utilizzare la pubblicità per promuovere album e popstar è più che mai prezioso. Per la verità, ad inserire i cantanti nelle pubblicità ci aveva già pensato "Carosello". Ma fra corsi e ricorsi storici, ora è un vero boom. Da Vasco (quest'estate "Come stai" si è trasformata da tormentone a incubo) ad Anastacia, lo spot oggi è, in primo luogo, qualcosa da... ascoltare.
Ma non tutti i gruppi e le popstar cedono alle lusinghe dei "consigli per gli acquisti". I Radiohead, per esempio, si sono sempre rifiutati di prestare le proprie musiche per gli spot. Così come Moby, invece, seleziona accuratamente le proposte pubblicitarie. In Italia a non cedere alle agenzie è Jovanotti, che utilizza la sua musica solo per iniziative benefiche. In alcuni casi il successo pubblicitario aiuta l'artista a venir fuori dall'anonimato e a vendere milioni di disci. E' il caso di Midge Ure con "Breathe", colonna sonora dello spot della Swatch: "Se la radio si rifiuta di mandare in onda il pezzo - dichiarava Ure nel 1996 - se Mtv non vuole mostrarne il video, perchè mai non accettare? Così ne hanno fatto un video, con delle immagini fantastiche". L'album di Midge Ure era stato pubblicato ben due anni prima e solo dopo il passaggio pubblicitario ha venduto milioni di copie in tutto il mondo.
Oggi i cantanti difficilmente prestano il proprio volto all'interno degli spot pubblicitari. Doverose eccezioni, Robbie Williams per la "Smart" e le recenti campagne "Pepsi" che hanno visto Britney Spears, Pink e Beyoncè vestite da gladiatrici e Enrique Iglesias nei panni dell'imperatore cattivo (Britney, Beyoncé e Pink hanno registrato per quell'occasione una nuova versione di "We Will Rock You", accompagnate dai membri rimanenti dei Queen).
Eppure in Italia, negli anni '60, artisti del calibro di Mina e Ornella Vanoni prestavano voce e presenza scenica per promuovere prodotti e marche. Erano, per l'appunto, i tempi del "Carosello", il programma culto nato nel 1953 in cui confluivano piccole pubblicità che univano intrattenimento, scenette, gag e canzoni. La Vanoni fu protagonista di una serie di "caroselli" per la Martini; Mina si "buttò" sulla pasta Barilla e fu la donna simbolo della cedrata Tassoni.
Dalla tv allo spot, poi, il passo è ancora più breve. E' il caso di Serena Autieri, attrice in "Un posto al sole" ma anche presentatrice e brava cantante. Per questo è stata scelta dalla Ferrero come nuova testimonial di "Mon Cheri", dopo Juliette Binoche e Richard Gere. Nello spot, la Autieri prima canta (in playback) con la voce di Louis Armstrong poi, grazie al cioccolatino, ritrova i dolci timbri della sua voce.