Come in tutto il mondo, anche in Repubblica Ceca i giovani universitari affiancano alle ore sui libri qualche "lavoretto" per mantenersi gli studi, i divertimenti, le spese. Nel Paese neo membro dell'Ue, però, non sono poche le studentensse che hanno deciso di dedicarsi alla prostituzione per procurarsi qualche soldo. Il problema è che il lavoro è così remunerativo che anche dopo la laurea le ragazze ceche decidono di proseguire la professione.
Facendo un esempio, le cassiere nei supermercati guadagnano al massimo 8mila corone (265 euro), mentre per le dipendenti dei "saloni erotici", assolutamente legali, il guadagno supera le 30mila corone (1.000 euro) e l'orario di lavoro impegna molto meno. Il numero delle ragazze che studiano e risolvono la loro situazione economica offrendo servizi sessuali è in aumento non solo a Praga, ma in ogni città universitaria. Il 3% delle donne ceche ammette di aver offerto questo tipo di servizi a pagamento.
La categoria delle studentesse è una delle più numerose nella "famiglia delle prostitute". In media hanno da 16 a 26 anni, cercano il denaro per gli studi e per i vestiti di marca. Con le amiche affittano un appartamento dove ricevono i clienti. Alcune sono gestite da agenzie che prendono la metà dei loro guadagni. Quel che resto loro in mano, però, è abbastanza per godersi un tenore di vita che, forse, nemmeno la laurea potrebbe garantire loro. Di certo questa tendenza non fa onore al sistema economico e scolastico della Repubblica Ceca.