Abu Musab al Zarqawi - il giordano- palestinese il cui gruppo terroristico 'Tawhid wal Jihad' (Unificazione e Guerra Santa) ha annunciato ieri sera, con un video su Internet, la decapitazione dell'ostaggio americano Eugene Armstrong, poco prima del ritrovamento del suo cadavere - si era fatto sentire solo due giorni fa con un altro video.
Sabato aveva profferito l'ultima minaccia: ammazzeremo i due ostaggi americani (oltre ad Armstrong, Jack Hensley) e quello britannico Kenneth Bigley, rapiti il 16 settembre - aveva detto - se entro 48 ore non saranno liberate le detenute irachene. La scorsa settimana Zarqawi aveva anche rivendicato l'attentato di Baghdad contro un centro di reclutamento della polizia che aveva causato 47 morti.
Il leader integralista è considerato dall'amministrazione Bush uno dei massimi capi di al Qaida (l'organizzazione terroristica del miliardario saudita Osama bin Laden) nell'area del Golfo e nel Medio Oriente. Sul suo capo è infatti stata posta dagli Usa una taglia da 10 milioni di dollari, che potrebbe salire fino ad avvicinarsi a quella di 25 milioni di dollari messa sulla testa di Osama bin Laden.
Zarqawi è sospettato di essere lo stratega di gran parte degli attacchi suicidi compiuti negli ultimi tempi in Iraq, tra cui le stragi multiple nei luoghi sacri sciiti che il 2 marzo scorso hanno ucciso 271 persone. Il suo nome è comparso anche nell'inchiesta sugli attentati dell'11 marzo a Madrid e in diverse indagini sul terrorismo islamico in Europa. Zarqawi, che in realtà si chiama Fadel Nazzal Al-Khalayleh, è un palestinese di nazionalita' giordana di 37 anni, ed è ritenuto uno dei maggiori esperti di Al Qaida di armi chimiche e biologiche.
E' considerato l'ispiratore di diversi gruppi integralisti islamici, tra cui Ansar al Islam, attivo nel Kurdistan iracheno, Muntada al Ansar, il gruppo sospettato di aver decapitato l'ostaggio americano Nicolas Berg, e appunto la formazione Tawhid wal Jihad. Secondo l'amministrazione americana, Zarqawi sarebbe stato più volte in Iraq ai tempi di Saddam Hussein. A lui farebbe capo anche una cellula di Al Qaida in Italia e sua sarebbe la regia dell'attentato del 12 novembre 2003 a Nassiriya contro il contigente italiano, di quello contro il quartier generale dell'Onu in agosto, a Baghdad, e di quello contro l'hotel Jabal Lubnan, il 17 marzo, sempre nella capitale.
L'organizzazione a lui legata, Tawhid wal Jihad, ha rivendicato alcune decapitazioni di ostaggi come quelle del cittadino sudcoreano avvenuta il 22 giugno scorso, e del camionista bulgaro ucciso il 13 luglio. L'11 settembre scorso, fonti americane avevano riferito di un messaggio audio di Zarqawi della durata di 45 minuti in cui si affermava che "i guerrieri della Jihad" avevano umiliato le forze internazionali e il giorno dopo diversi siti web islamici avevano diffuso un nastro con la voce di Zarqawi, nel quale egli minacciava di morte il premier iracheno Iyad Allawi.
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