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Eros, l'erotismo secondo Antonioni

Al Lido presentato film in 3 episodi

"Michelangelo dice che ha fatto un piccolo film. Avrebbe voluto cambiare il finale, girarlo di nuovo. Ma lui è sempre stato così: difficilmente ha amato subito i suoi film". Chi parla è Enrica Fico, moglie di Antonioni e sua "portavoce" da quando il regista è stato colpito da un ictus. Il maestro è a Venezia con "Eros", film diretto a 6 mani con Wong Kar Wai e Steven Soderbergh. Un film in cui i tre registi si confrontano con il tema dell'erotismo.

"Eros" parte con il film di Wong Kar Wai, "La mano", 39 minuti di autentico erotismo tattile. Prosegue poi con l'ironia di Steven Soderbergh, "Equilibrium", e si chiude con la perfezione stilistica di Michelangelo Antonioni, "Il filo pericoloso delle cose" a cui questo film a episodi è dedicato. Inoltre, nel film, che passa al Lido fuori concorso, ci sono le tavole animate di Lorenzo Mattotti e una canzone di Caetano Veloso (dal titolo "Michelangelo Antonioni") come collante tra le tre parti. Sulla scelta della canzone dice Enrica Antonioni: "Veloso ha mandato a mio marito questa canzone ispirata a lui chiedendo se poteva chiamarla Michelangelo Antonioni. Lui ha detto di sì e così ora è in Eros".

Tutto sta nel tatto per Wong Kar-wai regista nato a Shanghai nel 1958 e autore di capolavori come "In the Mood for Love". Ne "La mano" una sfacciata prostituta d'alto bordo, Hua, (Gong Li) invita il giovane apprendista sarto Xiao, che ha appena ricevuto in casa, a calarsi i pantaloni ("se non lo fai lo dico al tuo principale") e poi, nell'imbarazzo di lui, ne sfiora le parti basse. "Ricordati questa sensazione se vuoi davvero cucire abiti splendidi per noi donne" dice Gong Li a Xiao. Per l'uomo sarà amore eterno anche se non avra' mai davvero la sua bella Hua. Di segno diverso "Equilibrium" di Steven Soderbergh (Sesso, bugie e videotape). Immagini in bianco e nero e a colori per raccontare come in una New York del 1955 un nevrotico pubblicitario (Robert Downey Jr.) sia ossessionato dal sogno ricorrente di una misteriosa donna nuda con cui sta per avere una relazione e che uno squillo di telefono fa scomparire.

Antonioni firma infine, il terzo episodio, "Il filo pericoloso delle cose", che chiude il film ("tutti e 3 i registi hanno concordato sul fatto che questo fosse l'ordine migliore dei 3 episodi, mentre produttori e distributori italiani avrebbero preferito che Michelangelo aprisse il film" dice Enrica Fico). Il cortometraggio diretto da Antonioni è il ritratto di una coppia di 40enni (gli attori Christopher Buchholz e Regina Nemni) in crisi che decide di fare una gita al mare per ritrovare un po' di magia nel loro rapporto. Ma la passione del marito sembra risvegliarsi grazie all'incontro con una giovane donna libera e disinibita che gli si concede subito con gioia (Luisa Ranieri). L'episodio si chiude con l'incontro tra le due donne, entrambe protagoniste di una liberatoria danza sulla sabbia in nudo integrale.

La chiave per leggere questo breve film di Antonioni la dà Tonino Guerra che ha scritto la sceneggiatura tratta da un racconto dello stesso regista: "E' come se Michelangelo avesse voluto fare più che altro un omaggio alla natura con il suo sguardo incredibile e tutte le nudità che si vedono sono solo inserite nel paesaggio". Il film uscirà in Italia il 3 dicembre distribuito da Fandango. Spiega Enrica Fico:  "Mio marito lo considera un piccolo film". Mentre sulla scelta di fare un lavoro erotico a 90 anni dice: "E' perchè oggi più che mai Michelangelo sente di avere tutta la libertà di esprimersi". Da Enrica che ha scritto le musiche di questo film arriva poi anche la sua singolare lettura dell'episodio firmato dal marito. Confida: "E' come fare l'amore con Michelangelo: un amore molto elegante e con niente di torbido".