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Coppia acido, Martina Levato: Alex mi frustava e mi interrogava per ore

E' quanto si legge nel memomoriae dato ai giudici da parte di Martina Levato, la giovane condannata a 14 e 16 anni di carcere nei due processi sulle aggressioni con l'acido

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"Non sono mancate delle cinghiate, neppure sono mancati schiaffi, venivo sottoposta a infinite ore di interrogatorio perché lui voleva conoscere ogni dettaglio di quelli che secondo lui rimanevano imperdonabili tradimenti". Lo scrive Martina Levato, la giovane condannata a 14 e 16 anni di carcere nei due processi sulle aggressioni con l'acido, nel memoriale di sei pagine consegnato ai giudici che stanno processando l'ex amante Alexander Boettcher.

Infinite prove d'amore - Nel manoscritto Levato parla anche delle "infinite prove d'amore che dovevo dare: marchiature, tatuaggi, incisioni, assistere a rapporti con altre donne, accettare pratiche di dominazione sessuale e offese continue". E fa riferimento alle "violenze viste nei video" ormai noti e mostrati in aula. Inoltre, racconta che lui "voleva e doveva essere il mio unico punto di riferimento al punto che mi costringeva a chiamarlo papa, eh sì perché andavo rieducata dal momento che avevo peccato tradendolo, cosa per lui paragonabile ad un lutto".

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