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Istanbul, due donne assaltano un commissariato: uccise dalla polizia

Le due hanno aperto il fuoco e lanciato granate contro l'edificio, ferendo due agenti. Poi si sono barricate ed è scattato il blitz delle teste di cuoio

ansa

Il quartier generale delle forze speciali della polizia, un commissariato nel sobborgo Bayrampasa di Istanbul, in Turchia, è stato attaccato con spari e lanci di granate. Le due donne che componevano il commando, Berna Yilmaz e Çigdem Yahsi, appartenenti al Partito-Fronte rivoluzionario del popolo, gruppo di ispirazione marxista-leninista, sono state uccise dalla polizia dopo essersi barricate all'interno di un vicino stabile.

Le due donne erano giunto alla stazione di polizia a bordo di un taxi. Secondo alcuni testimoni l'obiettivo del fuoco era un pullman della polizia che si stava dirigendo verso l'ingresso della stazione. Gli agenti hanno risposto al fuoco ferendo una delle due donne che si sono poi dirette e nascoste in un palazzo nel quartiere di Bayrampasa, sulla sponda europea della megalopoli.

Poco dopo la polizia e le forze di sicurezza turche, con l'appoggio di un elicottero che ha monitorato la situazione dall'alto, hanno isolato il quartiere e evacuato i residenti. Nel blitz che è seguito le due militanti sono state uccise. Resta il mistero su un terzo presunto attentatore, che sarebbe stato presente secondo l'agenzia Cihan, ma non ci sono conferme di un ulteriore assalitore. Il governatore di Istanbul, Vasip Sahin, ha dichiarato che "due terroristi sono stati uccisi e due poliziotti sono rimasti lievemente feriti", uno durante l'attacco delle due terroriste e uno durante il blitz della polizia.

L'azione è stata rivendicata dal Dhkp-C, il Partito-Fronte rivoluzionario del popolo: sul proprio sito è comparso un posto che recita: "Saluti a voi, coraggiose donne combattenti per la liberazione che avete preso sulle vostre spalle la lotta del popolo per la liberazione". Il Dhkp-C, fondato nel 1978 contro lo Stato turco, il capitalismo e gli interessi americani, è stato responsabile di diversi attacchi simili nei confronti della polizia e uomini di spicco della politica del Paese negli anni passati, soprattutto a Istanbul. L'organizzazione ha tenuto un profilo molto basso rispetto al Pkk ma negli ultimi anni ha rivendicato l'attentato suicida all'ambasciata americana del 2013, l'attacco al consolato statunitense del 2015 e la sparatoria di fronte all'ufficio del premier Ahmet Davutoglu nell'agosto 2015.

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