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Non solo wurstel: la cucina tedesca cambia marcia

I luoghi della rinnovata gastronomia germanica con Berlino in testa e la "strana" isola dei gourmet

Patate, o meglio Kartoffeln, Wiener Schnitzel, Wurstel e crauti. Quando si parla di cucina tedesca, il pensiero va irrimediabilmente a questi semplici eppure gustosi piatti. Eppure l'offerta gastronomica della Germania è molto ampia e diversificata: oltre 250 sono i ristoranti che hanno ricevuto dei prestigiosi riconoscimenti e numerosi sono gli Chef stellati che esprimono la loro creatività i varie regioni tedesche. D'altra parte, soprattutto nella capitale, sono palpabili gli influssi e le suggestioni interculturali che rendono la cucina made in Germany un'esperienza d'avanguardia. Ecco una breve carrellata sulla nuova e talvolta sorprendente cucina teutonica.

Berlino, “capitale vegetariana” – La capitale tedesca conta oltre 30 ristoranti vegani e circa 300 ristoranti vegetariani. Saveur ha definito la capitale tedesca “ Il laboratorio culinario più all'avanguardia del vecchio continente”: Berlino sarebbe l'unica capitale europea nella quale la cucina vegetariana abbia raggiunto un riconoscimento pari a quello riservato alla dieta tradizionale a base di carne. Così la città del wurstel si è radicalmente trasformata grazie agli influssi multiculturali che percorrono le sue strade e ai migranti che, a partire dal primo dopoguerra, furono reclutati per ricostruire la città. Il giovane berlinese è cosmopolita e attratto dalle tradizioni culinarie di tutto il mondo: così nascono esperimenti di successo, come la cucina di Josita Hartanto che ha fatto del Lucky Leek, un ristorante nel quartiere alla moda di Plenzauer Berg, uno dei pochissimi ristoranti vegani citati nella guida Michelin. Per i patiti del fast food, non manca la versione vegana del Döner Kebab, il Vöner, un pasto “eticamente corretto”, preparato con verdura fresca di stagione. Se nella capitale fioriscono gli esperimenti interculturali, nel resto della nazione i piatti delle tradizioni locali vengono rivisitati per stuzzicare anche i palati più raffinati.

L'isola per buongustai - L' Isola di Sylt, paradiso naturale sferzato dal vento del Mare del Nord, eden dei naturisti, conta ben 4 ristoranti stellati. Il Fährhaus coniuga la cucina tradizionale con proposte raffinate, premiate con ben due stelle dalla guida Michelin. Poco distante, tra le dune selvagge dell'isola, lo chef stellato Johannes King ha creato un vero e proprio laboratorio dei sensi per sorprendere gli ospiti del il Söl'ring Hof. Il Bodendorf's e il Ristorante di Jörg Müller, sono gli altri due locali stellati della piccola isola: se il primo invita gli ospiti a scoprire lontane suggestioni mediterranee, il secondo propone una cucina a base di pesce straordinariamente creativa.

Valle del Reno tra mito e buongusto - Dalle tradizioni marinare del nord si scende giù, fino alle valli del Reno e della Mosella, un paradiso terrestre per gli amanti dell'enogastronomia. Lo chef stellato Hans Stefan Steinheuer è un equilibrista della cucina: nel ristorante Zur Alten Post, in un villaggio immerso nei vigneti, realizza accostamenti apparentemente contraddittori – celebri le sue animelle di vitello con gamberi - a partire dalle ricette regionali. Immancabile l'abbinamento con un vino locale.

Un tocco francese nel Saarland - Quando si parla di gastronomia in Germania, non si può però non nominare il Saarland, la regione che vanta il maggior numero di stelle Michelin per abitante. Una terra incastonata tra la Francia e la Germania, ricca di sapori tradizionali, dove gli chef divengono dei veri e propri inventori: incorporando le suggestioni della cucina giapponese nella tradizione locale, lo chef C hristian Bau ha conquistato tre stelle Michelin. Il suo ristorante, il Victor's è un antico castello, maniero di un nuovo reame del gusto.

Baviera, robuste tradizioni - Approdiamo infine a Monaco, capitale della Baviera: qui, nel 1516, venne formulata la legge sulla purezza della birra. Oggi, lo chef stellato Martin Fauster, realizza dei piatti che sorprenderanno per la loro forma essenziale: nella sua cucina, al ristorante Königshof, ogni singolo ingrediente acquisisce una dignità regale.

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