Il legale di Annamaria Franzoni ha depositato presso una caserma della Guardia di Finanza di Roma la denuncia contenente il nome, non rivelato pubblicamente, del "vero" assassino di Samuele Lorenzi. In precedenza Taormina aveva raccontato nuovi particolari: l'omicida sarebbe passato dal garage della villetta, dove avrebbe lasciato anche tracce di sangue e avrebbe una "personalità multipla". Poi ha rilanciato: "Venerdì la soluzione del caso".
Le nuove rivelazioni sono state raccolte in un dossier di 25 pagine contenenti i risultati di una lunga attività di indagine svolta da Taormina e da una serie di collaboratori. "L'assassino - ha detto il legale - è una persona che è stata solo sfiorata dall'inchiesta della Procura di Aosta sulla quale non si è voluto indagare perchè si è inseguito, sin dall'inizio, un unico colpevole. Sono diversi e importanti gli elementi raccolti dai nostri esperti nei confronti di questa persona e non si potrà non tenerne conto".
L'ASSASSINO SI VESTE DA DONNA E DA MARINARETTO
Nel dossier presentato oggi, Taormina parla di "un uomo con una personalità multipla e pericolosa, che spesso si travestirebbe da donna o da marinaretto". Il colpevole sarebbe stato studiato a lungo e filmato da un investigatore privato assoldato dalla difesa di Annamaria Franzoni. Anche sul fronte delle indagini è importante segnalare che nei giorni scorsi, nella villetta di Cogne dove è avvenuto l'omicidio, sono arrivati un gruppo di esperti della polizia svizzera e dell'Istituto europeo di medicina legale per cercare nuove, possibili tracce di sangue nei locali della casa e per cercare di ricostruire il percorso seguito dall'assassino per compiere l'omicidio e per fuggire dalla villa senza essere notato.
Anche i risultati di queste nuove ricerche sono contenute nel dossier preparato da Taormina e, secondo le indiscrezioni, ci sarebbero importanti novità. Gli esperti avrebbero infatti individuato tracce ematiche finora mai individuate da nessun altro; alcune nella stanza da letto, altre sulla porta di casa e una in garage. Proprio il garage potrebbe essere il luogo dove,secondo la tesi difensiva, l'assassino si sarebbe nascosto prima di lasciare definitivamente la casa. Ma l'esposto preparato da Carlo Taormina contiene anche pesanti accuse alla condotta degli inquirenti aostani e dei mass media. A suffragio di questa tesi sono stati allegati una serie di articoli di stampa nei quali, secondo Taormina, "è evidente la distrorsione dell'informazione e dei mass media". Obiettivo della difesa è, ovviamente, quello di mettere in evidenza una campagna di stampa contro Annamaria Franzoni che, lo ricordiamo, è stata condannata a 30 anni e che finora resta l'unica persona accusata dell'omicidio del figlio Samuele.
LA DENUNCIA DEI FRANZONI
Taormina è rimasto nella sede della Guardia di Finanza circa un'ora. Uscendo ha specificato che la denuncia è la "messa a frutto dei risultati delle nostre indagini attraverso investigazioni private". Indagini che "sono ancora in corso e si completeranno probabilmente la prossima settimana". La denuncia è, secondo l'avvocato di Annamaria Franzoni, "una fotografia delle cose che si sarebbero dovute fare e che non sono state fatte". In essa c'è il "riferimento a una persona da noi investigata sulla quale credo abbiamo fornito elementi molto seri".
Sempre evitando qualunque riferimento alla persona che presume essere l'assassino, Taormina ha detto che ha "cercato di ricostruire la modalità dell'azione omicidiaria come ingresso e uscita dall'abitazione" dei Franzoni. Si tratta di "due percorsi alternativi - ha specificato Taormina - che potrebbero anche congiungersi, e la scelta tra l'uno e l'altro dipende dalla Polizia Scientifica di Ginevra". Il legale ha anche sottolineato l'esistenza "di una impronta digitale rilevata che potrebbe essere decisiva". Il marito della Franzoni ha intanto detto di non temere denunce per calunnia da parte della persona indicata da Taormina agli inquirenti come omicida del piccolo Samuele.
VENERDI' LA SOLUZIONE?
La data di venerdì è legata all'esito di alcune analisi che Taormina e i suoi collaboratori hanno affidato alla polizia scientifica di Ginevra. Analisi, ha affermato il penalista, che riguardano anche "un' impronta digitale" e il Dna su del materiale organico, quasi certamente - ma questo l'avvocato non lo ha voluto confermare - su del sangue trovato nel garage della villetta dei Lorenzi. Taormina, comunque, non ha risposto alle domande sull'identità dell' assassino: "Non posso dire né che è di Cogne né che non è di Cogne. Qualsiasi risposta si avvicina alla sua identificazione. E io sono garantista. Nei confronti di tutti".