Stefano Borgonovo, Gianluca Signorini. Ma anche Albino Canazza, Lauro Minghelli, Franco Tafuni. O una donna, Annamaria Pipitone. E' lungo, tanto, troppo, e composto soprattutto da chi non ha avuto nemmeno il conforto dell'abbraccio suscitato dalla popolarità, l'elenco degli atleti che, correndo su un campo di calcio, sono stati falciati poi dalla Sindrome Laterale Amniotrofica, meglio conosciuta come Sla, meglio conosciuta come "Stronza", come l'aveva battezzata proprio Borgonovo, durante la sua lunga e ammirevole battaglia contro quell'avversario sleale.
Persa, purtroppo. Come l'hanno persa o sono destinati a perderla tutti i compagni che ha avuto prima e dopo in una squadra ormai senza tempo, senza un luogo e soprattutto senza un perché, se un perché esiste. Una ragione che ha provato a cercare Massimiliano Castellani, spoletino doc capo dello sport di "Avvenire", ma soprattutto "bracconiere di storie" di sport, di cultura, di vita insomma. E la sua battuta di caccia in una delle facce più scure del pianeta calcio è finita in "Sla, il male oscuro del pallone", volume che raccoglie le vicende di eroi e non eroi degli stadi (ma anche dei palazzetti, o di altri terreni dove dovrebbe abitare solo la gioia dello sport) e da cui si spremono dolore e dignità, sofferenza e caparbio attaccamento all'esistenza, la solitudine figlia della rassegnazione delle istituzioni, non certo delle vittime e delle loro famiglie.
Tutti i calciofili - e non solo - si sono commossi di fronte al coraggio di Stefano Borgonovo o di Gianluca Signorini, la cui gloria sportiva non è forse servita ad accendere la luce su tutti gli altri casi che hanno morso colleghi molto meno noti, ma sì quella di Castellani e soprattutto sì quella di un giudice diventato famoso proprio tramite le gazzette sportive: Michele Guariniello, la sua grande indagine sul doping, quel doping che - senza mezzi termini e tramite un certosino lavoro di inchiesta, di documentazione - si sospetta potere essere la causa o una delle cause di una piccola strage silenziosa in atto da troppo tempo all'ombra degli stadi: la media dei malati di Sla del calcio italiano è superiore di 6 volte a quella dei soggetti universali. Un caso? Tutto è possibile, una risposta ancora non c'è. Eppure tutto sembra anche così poco possibile, a cominciare da quelle strane farmacie nascoste nelle sedi o nei centri di allenamento, da quei medicinali e quelle cure - come i raggi Roentgen che portarono l'ex Fiorentina Beatrice da una pubalgia a una letale leucemia - che per molti anni sono rimaste sconosciute e quindi incontrollate.
E' una gran brutta partita quella che racconta "Sla", di quelle a cui non vorresti mai assistere. Ma c'è, esiste, e si continua a giocare, in uno stadio troppo silenzioso, quello dell'opinione pubblica formata dai milioni che il calcio lo amano incondizionatamente. Borgonovo se ne è andato, ci si è asciugati le lacrime, la vita e i calendari di campionato sono continuati, la "Stronza" che lo ha ucciso è stata messa in un cassetto nella inconfessabile attesa di vederla nuovamente abbinata a un volto da figurina. Ma le brutte partite, ogni tanto, è meglio guardarle anche quando non sono in diretta, meglio provare a capire a mente fredda perché così brutte risultano. Questo libro è buono per conoscere, e soprattutto per ricordare, esercizi giusti, non solo utili.
Massimiliano Castellani
SLA - Il male oscuro del pallone
Goalbook Edizioni
info@goalbookedizioni.it
Pagg. 200, euro 14,00