Michael Schumacher, su Ferrari, partirà in pole-position nel Gp di Germania, in programma domenica sul tracciato di Hockenheim. Nelle prove ufficiali il tedesco (alla sesta pole stagionale) ha fermato il cronometro sul tempo di 1'13"306. In prima fila, al suo fianco, ci sarà Juan Pablo Montoya, che ha fatto segnare un tempo superiore di 362 millesimi rispetto al tedesco. Dalla seconda fila partiranno Raikkonen e Coulthard. Settimo Barrichello.
In Germania non cambia la musica del Mondiale F1. Michael Schumacher ad Hockenheim conquista la sesta pole della stagione, la numero 61 della carriera, la 51.a con la Rossa di Maranello. Nella classifica assoluta segue solo Ayrton Senna, che nella sua illustre carriera partì davanti a tutti ben 65 volte, ma c'è da credere che il primato del brasiliano durerà ancora poco. Il Gp di casa del tedesco promette dunque di ripetere la "dolce monotonia rossa" che ha caratterizzato tutto il Mondiale fin qua: se Schumi aveva ottenuto vittorie nelle ultime quattro gare senza beneficiare della pole, domenica per lui le cose potrebbero essere ancora più semplici.
Eppure il primo giro, quello di prequalifica, non era andato nel modo migliore per le Ferrari, solo undicesima e dodicesima soprattutto a causa del tracciato poco gommato al momento della loro uscita (primo e secondo). Ma la musica è cambiata nel secondo giro, che ha visto il tedesco riaffermare la sua superiotà. Al fianco di Schumi ci sarà Montoya (migliore nelle prequalifiche), che dopo aver fatto segnare il miglior tempo nei primi due settori del tracciato, ha perso la pole position per circa tre decimi nel terzo settore. In seconda fila le McLaren di Raikkonen e Coulthard, autori comunque di una buona prova mentre Button, che ha fatto segnare il terzo tempo, dovrà partire dalla 13.a posizione per la solita penalità per cambio del motore. Barrichello è solo settimo, dietro ad una terza fila tutta Renault, con Alonso davanti a Trulli. Lontano dal compagno, forse troppo per garantire domenica la vittoria matematica del Mondiale costruttori alla Ferrari, a cui basta conquistare 13 punti in più della Renault per chiudere il conto con ben sei gare d'anticipo. Ma con la Ferrari di quest'anno, tutto è possibile.