politica

Manovra: Camera approva decreto

Provvedimento passa ora al Senato

Il governo incassa la sua ventesima fiducia con l'approvazione nell'Aula della Camera del decreto legge sul contenimento della spesa pubblica. Il voto finale sul provvedimento, che ora passa al Senato per la definitiva approvazione, arriva a tarda sera; alla fine i sì sono stati 294, i no 91. il governo di Silvio Berlusconi si vede confermata la fiducia con ben 317 sì a fronte di 194 no dell'opposizione.

Fino ad inscenare nell'emiciclo una protesta con dei cartelli, subito ritirati dai commessi, contro la 'Casa delle Tasse'. Il centrosinistra non fa sconti alla manovra. L'attacco più duro arriva dal leader della Margherita Francesco Rutelli. "E' molto meglio - osserva - dire la verità e gli italiani apprezzerebbero un capo del governo che anziché lanciare impossibili promesse dica la verità sui conti del nostro paese e su quello che dobbiamo fare per rimetterci in ordine". Nell'occhio del ciclone la riduzione delle risorse agli enti pubblici, con la protesta dei giorni scorsi dell'Anci a Palazzo Chigi, i tagli ai ministeri, e l'alta percentuale di "una tantum" ("l'80%" si lamentano Luigi Pepe e Luana Zanella).

Luana Zanella, per i Verdi, ha parlato di misure che rappresentano "un colpo mortale agli enti locali, danneggiando anche la loro autonomia decisionale". Un provvedimento frutto "dell' avventurismo politico" della maggioranza e che, per la Zanella, "per circa l'80% è composto da misure temporanee che avranno effetto solo per l'anno in corso". Lo stesso giudizio espresso sul provvedimento da Giuseppe Sgobio, neocapogruppo del Pdci: "I tagli agli enti locali - argomenta - costringeranno a loro volta i comuni a tagliare i servizi e quindi ci saranno gravi conseguenze per tutti i cittadini".

E questo è uno dei motivi per cui per Sgobio "non si può pensare a dare la fiducia a un governo come questo e questo non vale solo per i Comunisti Italiani, ma per tutte le forze del Parlamento...". "Questa manovra - gli fa da coro Luigi Pepe dell'Ap-Udeur - stata bocciata in maniera netta non solo dalle opposizioni, ma anche dagli enti pubblici e dal sindacato. E il taglio delle
risorse agli enti locali porterà a risultati gravissimi".
Parole che riecheggiano anche nell'intervento di Giovanni
Russo Spena
che, per il Prc, ricorda la protesta dei sindaci a Palazzo Chigi. Mentre il capogruppo della Margherita, Pierluigi Castagnetti, che invita direttamente il governo a "togliere l'ingombro...".

Il centrodestra difende il decreto, ma l'Udc e soprattutto la Lega non nascondono alcuni 'mal di pancia' sulla manovra varata in seguito agli impegni assunti dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi all'Ecofin dello scorso 5 luglio. Alberto Giorgetti di An sostiene che la fiducia chiesta dal governo "attiene, sostanzialmente, ad uno dei due pilastri delle scelte di politica economica, quella del rigore, ma il gruppo di Alleanza nazionale la vuole comunque considerare anche collegata all'altro fondamentale pilastro, quello dello sviluppo, su cui si è già avviato il confronto della maggioranza". Di enti locali parla in Aula Silvio Liotta per l'Udc, che, pur sottolineando l"'appoggio leale" dei centristi alla manovra evidenzia le perplessita' del suo partito in particolare sull'articolo 11 della manovra, quello riguardante appunto comuni, province e Regioni.

E Liotta invita a pensare subito al 'dopo-manovrina'. "Si tratta - dice - di una manovra urgente ed indifferibile, che andava fatta per evitare che i conti, non ora ma in prospettiva, possano subire un deterioramento. Invitiamo il Governo a far si' che il Patto di stabilita', che fa riferimento anche alla crescita, possa veramente realizzarsi, prima, nei contenuti del Dpef e, successivamente, nel contenuto della prossima Finanziaria". Ma quello che va giù più duro è il leghista Giancarlo
Pagliarini (che ricorda en passant il decreto Alitalia calendarizzato per la prossima settimana in Aula e sul quale il
Carroccio ha già promesso che dara' battaglia...).

"Spero - dice - che questo governo, cui la Lega dà ancora una volta la fiducia, ed è una sofferenza, la smetta con l'approccio statalista e capisca che gli italiani vogliono avere più responsabilità e meno Stato: per un governo che aumenta le tasse la fiducia della Lega non è illimitata". Sì assoluto ed incondizionato alla Fiducia da Gaspare Giudice di Forza Italia replica al centrosinistra che aveva accusato il governo di aver negato fino alla fine che servisse una manovra e ha invece messo in atto una "stangata"."Non mi pare - sostiene Giudice - che gli interventi correttivi siano mai stati anticipati al Paese anche perche' annunciarli potrebbe equivalere a indebolirne l'efficacia".

Ecco in sintesi i principali provvedimenti contenuti nel testo votato oggi. 
TAGLI ALLE IMPRESE - Le forbici della manovra riducono di 1.250 milioni questa voce. Il taglio riguarda 150 milioni della Visco-occupazione (che rimane con 725 milioni), 750 milioni della 488 (che rimane con 7.280 milioni di erogare), 250 milioni dei fondi per la programmazione negoziata (rimangono 3.268 milioni da utilizzare) e 100 milioni del fondo aree sottoutilizzate (che puo' contare ancora su 7.034 milioni). La mannaia colpisce poi i fondi per Fs e Anas di 500 milioni a fini della cassa (che pero' valgono solo 300 milioni per il deficit): nel complesso gli stanziamenti per le due societa' si ridurranno a poco meno di 3 miliardi.

STANGATA IMMOBILI - Riguarda le imposte per tutti gli immobili che non siano prima casa. In particolare passa dallo 0,25% al 2% l'imposta sostitutiva sui mutui erogati per la compravendita di una seconda abitazione. Aumenta poi, dal 10% al 20%, il moltiplicatore, cioe' il coefficiente di rivalutazione catastale ai fini dell'imposta di registro nelle compravendite. L'intervento non incide ne' sull' Irpef ne' sull'Ici. Sono calcolati maggiori introiti per oltre 2 mld nel triennio. 

TAGLI A MINISTERI - Dopo il maxiemendamento sono piu' contenuti, visto che e' stata ridotto di circa la meta' il taglio inizialmente previsto in 1,8 mld per il dicastero della Difesa. Dunque i tagli valgono ora circa 1,9 mld complessivamente nel triennio. Fuori dai ministeri, poi, ci sono risparmi per altri 50 milioni relativi alle consulenze e alle missioni all' estero degli enti diversi dallo Stato. Inoltre e' stata ridotta del 15% per il triennio 2004-2006 la spesa per l'acquisto di beni e servizi da parte della P.A. In generale le amministrazioni pubbliche sono invitate ad acquistare i beni tramite le aste on line della Consip, oppure ad adeguarsi agli stessi standard prezzo qualita'. 

TAGLI ENTI LOCALI - Un taglio del 10% rispetto alla media del biennio precedente per le spese di regioni e comuni per l'acquisto di beni e servizi. Meno dura la stretta per gli enti locali 'virtuosi', quelli cioe' che hanno rispettato gli obiettivi del patto di stabilita' interno. Non sono infatti toccate le spese gia' impegnate. I Comuni con popolazione fino a 1.000 abitanti ed i comuni montani con popolazione fino a 5.000 non saranno obbligati a fare riferimento alla Consip per l'acquisto di beni e servizi.

SIGARETTE - E' riallineato, da luglio, il prezzo delle accise delle sigarette piu' economiche a quelle di prezzo piu' alto. Non si tratta di un aumento di prezzo tout court ma e' prevedibile che abbia l'effetto di un aumento del prezzo finale. 

MARCHE DA BOLLO - Aumentano da 10,33 ad 11 euro, da 165,2 a 176 euro. 

BANCHE E ASSICURAZIONI - Le assicurazioni nel 2004 dovranno versare 828 milioni di euro mentre l' imposta sulle riserve del settore vita e anche sui fondi pensioni verra' ritoccata al rialzo dallo 0,20 allo 0,30%. Per il fondo di solidarieta' delle assicurazioni sono stanziati 50 milioni. Le banche pagheranno 372 milioni di euro di Irap in piu' di tasse.

CONDONO EDILIZIO - Proroga del condono edilizio al 10 dicembre 2004, rispetto agli attuali termini fissati al 31 luglio. Le domande presentate prima della recente sentenza della Corte Costituzionale sulla materia restano valide facendo, comunque, salvi gli effetti penali. 

SPIAGGE - Rinviato al 30 ottobre 2004 il termine per ricalcolare i canoni demaniali, nella misura del 300%. 

FONDO SFRATTI - Centodieci milioni stanziati al Fondo "per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione". Quindici milioni sono destinati alla protezione civile.