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Albertini, chioccia ma non troppo

"La lotta salvezza? Mi incuriosisce"

La nuova stagione dell’Atalanta l’ha aperta lui e non è un modo di dire. Alle 8,20 di giovedì mattina, al Centro Bortolotti di Zingonia - ormai quartiere generale nerazzurro - Demetrio Albertini si è presentato ai cancelli del campo di allenamento. Prima di tutti i compagni. Prima dei suoi dirigenti. Solo Mino, lo storico custode del “Bortolotti”, è stato più mattiniero dell’ex centrocampista di Milan, Atletico Madrid, Lazio e Nazionale. “Dovevo imparare bene la strada” ha spiegato il 32enne di Besana Brianza al primo giorno con la casacca dell’Atalanta. Da oggi dovremo scrivere “Albertini il nerazzurro” e, se qualche volta scapperà il rosso al posto dell’azzurro, sarà perché i quattordici anni passati tra Milanello e San Siro gli sono rimasti attaccati alla pelle. Del passato nell’Albertini atalantino non c’è però traccia. Oggi tutto lo etichettano come la chioccia della squadra di Mandorlini. “E’ scontato che venga definito così- spiega il diretto interessato poco prima di mettere piede sul pulman che lo porterà nel ritiro di Piancavallo – ma io ho accettato di venire a Bergamo perché credo in questo progetto e ho voglia di giocare”.

Per la prima volta in carriera, lei parte non per vincere qualcosa ma per restare a galla. Che effetto le fa?
”E’ vero, non so proprio cosa si provi nella corsa per la salvezza ma nel mondo del calcio è bello che ci sia anche questo. Credo che in quest’ottica sia importante partire subito con il piede giusto, far punti al più presto possibile e mettere fieno in cascina”

Ha un’idea di quali saranno le dirette concorrenti dell’Atalanta?
”No, francamente è ancora troppo presto”

Un suo collega, Costacurta, ha cambiato idea e, quando smetterà di giocare, potrebbe fare l’allenatore. Lei ci ha già pensato?
”Per me è troppo presto. Billy ha sei anni in più di me e io penso ancora a giocare. Ho solo 32 anni, anche se non so come mai da quando ne avevo 27 venivo già classificato come “vecchia guardia”.

Davanti alla difesa ma non sarà capitano
Per l’ex pupillo di Arrigo Sacchi c’è già un posto preciso in squadra. Se lo lascia scappare lo stesso Mandorlini che ammette di “vederlo come mediano classico, davanti alla difesa a quattro e perno di un centrocampo a tre”. Resta da stabilire chi siano i cursori ai suoi fianchi, dando per scontato che Damiano Zenoni (che si è detto pronto a cedergli la fascia da capitano ma Mandorlini ha rimandato la decisione) e Marcolini non potranno giocare sempre. Con Bernardini primo cambio per l’ex milanista, l’Atalanta è ancora alla ricerca di un paio di elementi in entrata, un centrocampista e un attaccante. Solo la Maginot nerazzurra è al completo, grazie all’ingaggio di Rivalta dal Vicenza e il rientro alla base di Gigi Sala dal Chievo. L’obiettivo del club di Ruggeri si chiama Budan, rientrato al Palermo dopo la splendida stagione in nerazzurro. “Col nostro bilancio è impossibile pensare ai miracoli – dice Ruggeri – ma non abbiamo fretta. La vicenda di Budan sta diventando una telenovela: noi siamo disposti ad attendere fino ad agosto. Di certo non ce ne stiamo con le mani in mano”. Bocciata l’ipotesi Ventola (su di lui la spada di Damocle del calcioscommesse), Ruggeri blinda il suo gioiello Montolivo (“Fuori mercato, non c’è nessuna opzione su di lui”) e affronta il tema-Natali, rientrato alla base ma non propenso a restarvi (“Natali oggi è qua con noi, posso dire che si sta comportando da grosso professionista”).

Gli insoddisfatti
Di gatte da pelare non ne mancano, come in ogni stagione di calciomercato dai tempi biblici e dai soldi ridotti. L’Atalanta deve pensare alla sistemazione di chi è partito per il ritiro (in tutto ventisei giocatori, assenti gli Under 19 Montolivo e Canini) con cellulare e valigia a portata di mano. Il pezzo più ambito si chiama appunto Cesare Natali, reduce da un ottimo campionato a Bologna: qualche screzio con la curva dei tifosi, la sua poca voglia a restare in nerazzurro e, soprattutto, l’esistenza di alcune offerte interessanti ne fanno un uomo-mercato. Musi lunghi anche in attacco dove Comandini e Rossini sono col gruppo ma difficilmente vi resteranno a lungo. Gautieri invece è in silenzio stampa: ha chiesto il prolungamento del contratto ma la società ha deciso di trattare i rinnovi (compreso quello di Mandorlini) più avanti. Pinardi ha voglia di cambiare aria ma, diversamente da Natali, le richieste non sono risultate all’altezza.

Rustico e il conflitto d’interessi
Chi invece gongola è Fabio Rustico, idolo della curva nord per la sua genuinità e il suo attaccamento ai colori. Rustico, qualche settimana fa, è… sceso in campo candidandosi alle comunali a Bergamo in appoggio a una civica di centro-sinistra, la Lista Bruni. Il difensore ha raccolto quattrocento voti, Bruni è il nuovo sindaco e lui da qualche giorno è stato nominato assessore allo Sport. E sul nuovo stadio di Bergamo dovrà presto dire la sua…


Sauro Legramandi

sauro.legramandi@mediaset.it