Pensa già come una produttrice Maria Grazia Cucinotta, scoperta da Troisi nel film "Il Postino": "Vorrei presentare nel 2005 il mio 'Al the invisibile children' alla Mostra del Cinema di Venezia", ha dichiarato l'attrice al Giffoni Film Festival. Nel frattempo la Cucinotta è nel cast del film tratto dal libro "L'imbroglio del lenzuolo" di Francesco Costa, che racconta l'arrivo del cinema nel Sud Italia. E sul cinema Usa dice: "E' tutto business".
"Ti sfruttano e ti mettono da parte - ha affermato l'attrice - La mia non è delusione per le esperienze fatte in America, sia chiaro. E' la consapevolezza che il cinema americano è solo questo, business e basta. In Italia per fortuna c'è ancora spazio per l'arte e per l'artigianato". Da qui, il suo desiderio: "portare nel mondo il cinema italiano". Parla, quindi, di "Al the invisibile children" dove, accanto a Chiara Tilesi e Stefano Veneruso, nipote di Massimo Troisi, debutta nel ruolo di produttore e racconta i drammi dei bambini di tutto il mondo. Un'idea, dice, "subito sposata da Rai Cinema" e sostenuta dall'Unicef e dal World Food Program, oltre che dal Ministero degli Affari Esteri, "che altro non è se la versione cinematografica della canzone 'We are the world'. L'obiettivo - sottolinea la Cucinotta - è quello di raccogliere fondi per costruire una family house dove i "bambini potranno studiare ma anche mangiare".
"Un film serio, un film vero non un documentario - afferma l'attrice - costituito da episodi la cui regia è affidata a grandi nomi come Emir Kusturica, John Woo e Ridley Scott, Katia Lund e Mehdi Charef e dove, a cimentarsi, nella fase di sceneggiatura sono stati anche gli stessi figli degli art director. Come nel caso di Jordan, figlia di Ridley Scott, o come quello del figlio di Emir Kusturica". A questi registi se ne aggiunge un altro tutto italiano, Stefano Veneruso. Ogni regista che ha accettato di partecipare al progetto dirigerà un episodio. In tutti saranno i bambini i veri protagonisti. L'Italia sarà rappresentata appunto da Veneruso. Un episodio, il suo, dove la Cucinotta avrà un cameo, e che sarà girato a Napoli. "Racconterà la storia dei quartieri difficili - ha anticipato la Cucinotta - della periferia di tutte le città e dei loro bambini".
Un pool di registi, quello elencato dall'attrice, che hanno "immediatamente aderito" e a cui, presto, potrebbe aggiungersi anche un altro grande nome americano. Per il prossimo progetto cinematografico di "L'imbroglio del lenzuolo", tutto è ancora da definire e ruota intorno ad un tema e ad un obiettivo ben preciso: "raccontare l'effetto che il cinema procurò al suo arrivo nel Sud Italia, lì dove la gente non sapeva nè leggere nè scrivere".