cronaca

Perché Annamaria non è in carcere

Caso eccezionale,mamma di bimbo piccolo

Verdetto di condanna, ma niente carcere. Perché Annamaria Franzoni, condannata a 30 anni di carcere, resta fuori dalla prigione? Se lo sono domandato molti italiani, tanto che in parecchi hanno addirittura telefonato in procura ad Aosta per avere spiegazioni. Non ci sono contraddizioni, ma due motivi precisi. Innanzitutto Annamaria è madre di un bimbo piccolo e per finire in carcere dovrebbero sussistere esigenze cautelari di eccezionale rilevanza.

Partiamo, però, col dire che non è affatto scontato che dopo la pronuncia di una sentenza di condanna segua l’arresto. Infatti, fino a quando la sentenza non è divenuta definitiva, l’assistito è ancora “presunto non colpevole” e quindi, in attesa di tutti i gradi del processo, potrebbe finire in carcere solo se ci sono esigenze cautelari. Le esigenze che motivano una detenzione anticipata sono da ricercare nella pericolosità dell’imputato. Ci potrebbe essere cioè il timore di una reiterazione del reato, di inquinamento delle prove o di fuga. Caso per caso vengono esaminati questi elementi e si decide se chiedere o meno la carcerazione.

Nel caso della Franzoni, la magistratura aveva già affrontato il problema delle esigenze cautelari in carcere e aveva deciso che non sussistevano. Quindi, anche ora dopo la sentenza di condanna e in attesa della fine dell’iter processuale, non c’è pericolo per la donna. Resterà in libertà fino alla sentenza definitiva, visto che il suo legale ha detto di voler ricorrere in appello.

Inoltre, nel caso specifico di Cogne, Annamaria Franzoni è mamma di un bimbo, Gioele, di età inferiore ai tre anni e quindi, come prevede la legge, il carcere per lei è escluso salvo esistano "esigenze cautelari di eccezionale rilevanza". E come già detto prima questa esigenze non ci sono.