Il nuovo tour estivo di Claudio Baglioni, Crescendo 2004 è partito da Villa Erba a Cernobbio, la prima di una serie di tappe che porteranno il cantautore romano nelle più belle località dItalia, dai Templi di Paestum al Teatro Greco di Taormina, passando per i Sassi di Matera.
Chi segue Baglioni sa che mai nulla è lasciato al caso e che l'artista, neo dottore in architettura, è molto selettivo nella scelta dei luoghi in cui esibirsi. Né stadi né palazzetti per Crescendo, ma solo luoghi ricchi di storia e teatri antichi in cui la bellezza e la magia del posto si fondono con la musica. Spazi ristretti in cui la distanza tra lartista e il suo pubblico quasi si annulla.
Il parterre è composto da gente di tutte le età, donne, uomini e bambini e anche da chi, per lennesima volta, ha dovuto affrontare un lungo viaggio pur di non mancare al primo appuntamento dellestate con il proprio idolo. Un modo per ripercorrere trentanni di musica e ricordi attraverso uno spettacolo che non è mai uguale al precedente, ma che si rinnova ogni volta.
Ore 21.15 Inizia il concerto. Le luci si accendono su una scenografia minimalista ed essenziale. Nessun effetto speciale, solo omini di carta che reggono lune argentate. Claudio entra in scena con camicia bianca e pantaloni neri, 53 anni che solo il grigio dei capelli lascia intuire. Strada Facendo è il primo brano in scaletta. Una canzone inno, scelta apposta per scaldare la platea che tuttavia, anche nei motivi meno recenti, continuerà a seguire lartista parola dopo parola.
Seguono Io sono Qui, tratto dallomonimo album e Tutto in un abbraccio. Latmosfera è già cambiata. Dai toni energici dove prevalgono il suono della batteria e i bassi si passa alle note calde del pianoforte. Girandole di luci verdi viola e giallo ridisegnano la facciata della Villa Antica. Solo qualche moschina o moscerino, come li chiama il cantante, si permettono di sospendere per qualche istante lincanto.
Nessuna pausa. La musica continua. Baglioni cura i dettagli e gli alti e i bassi della voce. La canzone successiva è Amori in corso e lemozione per i vecchi fan è tanta. Il brano, una fotografia musicata degli amori giovanili in una Roma che riecheggia nelle immagini dei campanili, dei cinema e della strada del mare, mancava dalle scalette dei concerti dal 1986.
Il cantautore riprende la chitarra acustica ed è il momento della dolce Mai più come te, canzone tratta dallultimo album Sono io luomo della porta accanto. E strano notare come in alcuni momenti, quando la strofa diventa particolarmente complicata da eseguire per le voci profane di chi è qui per ascoltare, un silenzio quasi tombale cala sul pubblico. E come se la consapevolezza di non poter raggiungere certe note e nello stesso tempo la voglia di godere per un attimo di ununica ed inimitabile voce attraversasse i pensieri di tutti i presenti.
Il concerto prosegue e scorre tra amarcord e nuovi successi, e non mancano le sorprese: E ancora la pioggia cadrà (1974), Male di vivere e, per la prima volta in scaletta, Signora delle ore scure (1990).
Lartista è di nuovo al pianoforte. Basta laccenno della prima nota per capire che si tratta di Avrai, canzone del 1982 dedicata al figlio Giovanni, unico brano che il cantautore ha scritto ed inciso in tre giorni. Silenzio ed emozioni avvolgono la platea. Solo il piano e il violino accompagnano il cantante. Il pubblico apprezza e applaude a lungo, lui sinchina e ringrazia. Dopo pochi attimi riabbraccia la chitarra e ricomincia: Un mondo a forma di te, Quante volte, E adesso la pubblicità, Notti, ed una particolare Serenata in sol, una ballata ironica e dedicata a sé. Lex ragazzo di borgata è allegro, ride e scherza con i suoi musicisti, salta e balla come un orso ammaestrato, dirà più avanti. Ogni tanto tenta addirittura di avvicinarsi a bordo palco scatenando una vera e propria invasione delle prime file e le ire di chi invece ha pagato la cifra più alta per assicurarsi il posto più vicino e che ora è costretto a sopportare tutto questo.
Ma molto presto anche i fortunati delle primissime file si adeguano e si ritrovano a cantare, saltare e volgere le mani verso il cielo con Noi no. Mani e braccia alzate come unonda che attraversa il parco, che si illumina di fiammelle con Questo piccolo grande amore in versione classica e che durerà fino alla fine dello spettacolo.
Ore 23.50, inizia il medley finale. Una lunga carrellata di vecchi successi che va da Amore bello a E tu come stai?, da Solo a Sabato pomeriggio, da E tu alla più recente Io resto qua rendono latmosfera elettrizzante. Dopo più di tre ore lo spettacolo volge al termine. Luomo della porta accanto esce per una pausa. Nessuna scena di delirio in questi pochi attimi ma solo occhi in attesa di rivederlo. Il pubblico sa che non può finire così, sa quali canzoni lartista ha riservato per il gran finale, le stesse da anni. Il tempo di indossare la giacca di pelle nera che è di nuovo sul palco.
La Vita è adesso e poi Via, fin qui tutto come previsto
.Ma Claudio ha voluto stupire ed anziché voltare la spalle ed andare via continua a cantare. Sceglie Fianco a fianco, brano-dedica per tutti i suoi fan, un saluto che non è un addio ma un arrivederci. E mezzanotte, lo spettacolo è davvero finito. Una lunga ed ordinata fila di visi e sguardi ancora accesi si incammina verso luscita. Anche chi scrive era lì, con il cuore pieno di emozione e la voglia di raccontare una splendida notte di note sul Lago di Como.
Maria Grazia de Vita