Sono stati scarcerati, su disposizione del gip di Agrigento Walter Carlisi, Elias Bierldel, Stefan Schmidt e Vladimir Dhchkevitch, rispettivamente comandante, armatore e primo ufficiale della Cap Anamur, la nave tedesca arrivata a Porto Empedocle. I tre erano stati arrestati lunedì scorso con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Per Bierldl e Schmidt il gip ha imposto il divieto di soggiorno in Sicilia, Calabria e Puglia.
Il gip ha convalidato gli arresti in flagranza di Bierldel, Schmidt e Dhchkevitch ritenendo legittimo il provvedimento della polizia ma insussistenti le esigenze di custodia cautelare in carcere evidenziate dal pm Caterina Salusti. Resta sotto sequestro la Cap Anamur. Il divieto di dimora in Sicilia, Calabria e Puglia, imposto dal gip a Bierldel e Schmidt, sarebbe da collegarsi con la maggiore incidenza del fenomeno dell' immigrazione clandestina in queste regioni. Per i tre indagati la procura di Agrigento seguirà la strada del processo ordinario.
Intanto, la commissione per l'asilo del ministero dell'Interno, dopo due giorni di lavori, ha concluso l'esame della documentazione prodotta da ogni singolo africano sbarcato dalla Cap Anamur. Nessuna indiscrezione è trapelata sulle decisioni assunte, che verranno poi prese in sede romana. Uno dei 37 extracomunitari, ospiti nel centro di permanenza temporaneo di Pian del Lago, è stato trasferito in una struttura di accoglienza in un paese vicino ad Agrigento. L'uomo, Robat Benjamin di 29 anni, avrebbe ammesso di non essere sudanese, ma bensì originario della Nigeria. E avrebbe anche riferito che a lui e agli altri africani è stato consigliato dagli scafisti, che li hanno abbandonati nel Canale di Sicilia e poi raccolti dalla Cap Anamur, di dire di essere invece sudanesi.