Carlo Di Palma, direttore della fotografia noto in tutto il mondo, è morto nella sua casa romana. Aveva 79 anni ed era malato da tempo. Aveva lavorato con i più grandi registi italiani: Rossellini, Petri, Scola, Bertolucci e Antonioni con cui aveva realizzato "Blow up", "Deserto rosso" e "Identificazione di una donna". Negli Usa era l'occhio cinematografico di Woody Allen, con cui collaborò per ben 18 anni da "Hannah e le sue sorelle" in poi.
Di Palma era stato anche regista di tre film interpretati da Monica Vitti: "Teresa la ladra", "Qui comincia l' avventura" e "Mimi' Bluette..fiore del mio giardino". Nato a Roma nel 1925, è aiuto-operatore durante la seconda guerra mondiale e la stagione del neorealismo. Si forma nella grande scuola del cinema italiano del dopoguerra e acquista sin da giovanissimo una fama internazionale, prima come assistente di Luchino Visconti in "Ossessione" (1943) e poi come direttore della fotografia di Rossellini in "Roma città aperta" (1945).
Negli anni seguenti è la volta di lavori come "L'assassino" di Elio Petri (1966), "Kapò" di Gillo Pontecorvo (1960), "Tiro al piccione" di Giuliano Montaldo (1961), "La lunga notte del '43" di Florestano Vancini (1960), "Divorzio all'italiana" di Pietro Germi (1962), "L'Armata Brancaleone" di Mario Monicelli (1966), "Amore mio aiutami" di Alberto Sordi (1969), "Dramma della gelosia" di Ettore Scola (1970), "La tragedia di un uomo ridicolo" di Bernardo Bertolucci (1981) e "Il mostro" di Roberto Benigni (1999).
Il film che meglio ha rappresentato il suo talento e la sua ricerca formale, con un cromatismo quasi "astratto", è Deserto rosso (1964) di Michelangelo Antonioni. È stato quattro volte premiato con il nastro d'argento dal Sindacato italiano dei giornalisti cinematografici: l'ultimo riconoscimento risale al 1995 per "La dea dell'amore" ('95) di Woody Allen.