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Iraq,Al Zarqawi rapisce due bulgari

Anche per loro la minaccia di morte

La guerriglia irachena, stretta nella morsa delle forze della coalizione e delle leggi speciali approvate dal governo Allawi, si scatena sul fronte dei sequestri. Dopo il civile filippino è la volta di due cittadini bulgari a finire nelle mani dell'organizzazione guidata da Al Zarqawi. Nel video il solito rituale: i sequestrati in ginocchio davanti ai rapitori e la solita minaccia di morte se non saranno rilasciati i prigionieri iracheni.

Non è stata resa nota l'identità dei nuovi ostaggi. Tutto lascia pensare che si tratti di contractors, cioè di lavoratori civili così come contractors erano i due autisti stranieri che lavoravano per conto delle forze americane e che, negli ultimi due giorni, sono finiti in mano agli insorti. Dopo il cittadino egiziano, rapito due giorni fa, è stata la volta di un filippino, Angelo de La Cruz, mostrato in un video in ginocchio davanti ai rapitori, con indosso la stessa macabra tuta arancione già in uso fra i prigionieri del carcere americano di Guantanamo.

Autori del sequestro sembrano essere gli stessi combattenti del sedicente Esercito islamico' che ha rivendicato il macabro eccidio dei quattro contractors americani trucidati il 31 marzo nella citta' di Falluja.

Le immagini di quelle guardie di sicurezza arse vive nel rogo della loro auto scatenò la reazione delle forze americane, che in un inarrestabile effetto a catena ha provocato a sua volta la nuova fiammata di terrorismo e di violenza che va avanti ormai da oltre tre mesi, e che ha dato il via fra l'altro alla "moda" di sequestrare gli stranieri.

Per i ribelli armati questi sono tuttavia distinguo irrilevanti: l'obiettivo delle loro azioni rimane quello di terrorizzare gli stranieri. Anche gli alberghi tornano così ad essere obiettivi strategici da colpire: dopo l'autobomba disinnescata due giorni fa davanti all'hotel Palace di Sulaymaniyah (nel Kurdistan iracheno), la polizia di Baghdad ha deciso di adottare speciali misure di sicurezza per l'hotel Tulaitila che sorge a poche decine di metri dai centralissimi "Sheraton" e "Palestine" (frequentati da militari, diplomatici e giornalisti) gia' da molti mesi protetti con blocchi di cemento e mezzi blindati. Il proprietario del Tulaitila, Muhammed Hassan, presidente della camera di commercio irachena, e' stato minacciato di morte se entro due giorni non sfrattera' gli stranieri che ospita.