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Seviziato a Napoli, sfratto tra 10 giorni

I genitori di Vincenzo Accarino "occupano" gli uffici comunali: "Siamo stati abbandonati, il 12 marzo finiremo in strada"

iberpress

Lo avevano annunciato e lo hanno fatto: i genitori di Vincenzo Accarino, il 14enne seviziato con un compressore lo scorso mese di ottobre in un autolavaggio a Pianura, hanno "occupato" la presidenza della IX Municipalità. Chiedono di essere aiutati: li attende una sentenza di sfratto esecutivo tra dieci giorni, il 12 marzo, e non sanno dove andare. "Non è per noi - implora Stefania, la mamma del ragazzo - ma per mio figlio che chiedo una mano. Lo stiamo curando, dopo il difficilissimo intervento chirurgico subito in ottobre, e non riesco ad immaginare come potrò continuare a farlo senza avere un tetto".

"Poi - aggiunge la donna - a maggio Enzo dovrà sottoporsi ad un altro delicatissimo intervento di ricostruzione dell'intestino". La famiglia Accarino si sente abbandonata: di tutta la solidarietà iniziale oggi non è rimasto niente. Serviva forse un gesto eclatante, come quello di "occupare" un ufficio comunale per essere ascoltati. Immediata la reazione del presidente della municipalità che ha scritto una nota all'assessore delle politiche sociali stigmatizzando "il comportamento circa la mancata attenzione sulla grave problematica della famiglia Accarino, relativamente allo sfratto esecutivo del 12 marzo prossimo". Ma intanto il tempo stringe.

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