La vittoria del campionato europeo di calcio ha mandato in delirio la Grecia intera. Da Atene a Salonicco, da Rodi a Patrasso, fino a Melbourne, dove 100 mila greci sono scesi in strada: l'anima greca sparsa per il mondo ha esultato come mai prima. Le piazze centrali di Atene, Syntagma e Omonia sono state completamente intasate da un caos di gente, auto e moto. Un anno storico per la Grecia, che ora si appresta ad ospitare le Olimpiadi.
Un caos enorme, ovunque. In qualsiasi città o villaggio o isola della Grecia, milioni di persone hanno festeggiato in strada. Un commentatore televisivo ha detto che non c'era mai stata una manifestazione con tanta gente per le strade da quando ci fu la "chiamata alle armi" per l'invasione turca nel nord di Cipro nel 1974. Mentre c'è chi chiede, in queste ore, che il 5 luglio sia proclamata festa nazionale, i greci hanno festeggiato in un delirio di bandiere, canti, slogan e caroselli stradali, una vittoria straordinaria, inimmaginabile solo fin a qualche giorno fa. Al fischio finale sul campo di Lisbona a migliaia si sono diretti verso le strade e le piazze con le bandiere, le magliette e tutto l'armamentario che era stato accuratamente preparato per questa festa. Se tutti dicevano che gia' la finale era un risultato straordinario, questa vittoria ai Campionati europei in molti la sentivano, da qualche giorno, a portata di mano. Al gol di Charisteas, una prima esplosione di gioia - e di centinaia di fuochi d'artificio - aveva infiammato i cuori ellenici. Poi i minuti avevano iniziato a scorrere lentissimi, interminabili, in particolare con quel lunghissimo recupero di 5 minuti che, diceva il commentatore, "sta durando più di tutta una vita".
Poi i fischi finali, la liberazione, il tripudio, l'abbraccio di un'intera nazione. Da Atene a Salonicco, da Rodi a Patrasso, fino a Melbourne, dove 100 mila greci sono scesi in strada, c'è posto solo per la gioia, e per l'omaggio ai campioni di Lisbona. Le piazze centrali di Atene, Syntagma e Omonia, ma anche tutte le vie della città sono completamente intasate da un caos di gente, auto e moto. Il monumento al milite ignoto con la sua spianata è stato completamente assediato da una folla immane. Gli slogan piu' gridati sono "alza la fottuta coppa, non posso piu' aspettare", oppure "poveri di tutti il mondo stasera siamo campioni". L'entusiasmo popolare viene magnetizzato in particolare dalla bandiera e dall'inno nazionali. A Iraklion, a Creta, sul porto e' stato srotolato un vessillo di 800 metri quadrati. I pochi greci rimasti a Istanbul stanno festeggiando in un tripudio di bandiere bianche e blu. In ogni parte del paese ristoranti ed alberghi hanno stappato le loro migliori bottiglie di champagne, offerte gratuitamente a clienti e passanti. Dal Portogallo la televisione pubblica Ert, che e' stata proiettata su migliaia di maxischermi in tutta la Grecia e ovunque nel mondo ci siano comunità di greci, ha fatto rimbalzare, dopo le trionfali immagini della partita, le prime emozionate dichiarazioni dei giocatori. Come Charistea che ha dichiarato "sono orgoglioso di essere greco", una dichiarazione di orgoglio echeggiata in tutte le frasi dei suoi compagni.
E davanti agli schermi non sono stati pochi i tifosi crollati in lacrime dall'emozione. Da camion e da auto che si muovono nella notte tutta illuminata della Grecia risuona anche una canzone di 15 anni fa del gruppo Pix Lax che recita cosi': "Siamo ormai campioni, i tempi duri sono finiti". La grande e inaspettata vittoria e questa festa, che la Grecia davvero non prevedeva, sono un buon auspicio per le prossime Olimpiadi. Scherzando con il collega portoghese Turao Barroso, il premier Konstas Karamanlis, volato a Lisbona per sostenere i ragazzi della nazionale, aveva detto: "Avete vinto la presidenza della Commissione europea, non vorrete vincere anche il campionato europeo?".