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Terrore a Parigi, Amedy Coulibaly : "Vedranno se non ci saranno morti"

La testimonianza shock di due ostaggi al supermercato kosher

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Amedy Coulibaly, il sanguinario autore della strage al supermercato kosher di Parigi, voleva "guardare la tv BFM-TV. Era davvero molto interessato da quel canale... e siccome non dava le notizie in modo giusto, si è innervosito e ha detto: 'Ma come non ci sono morti? Vedranno se non ci sono morti...". Inizia così la testimonianza shock di due ostaggi, scampati alla morte, al giornale Libération.

Gli istanti di terrore al supermercato - "Coulibaly chiama BFM e chiede loro di modificare la notizia. Poi - continua uno dei due ostaggi - penso che abbia parlato al telefono con le autorità, perché ha iniziato a elencare una serie di rivendicazioni: voleva il ritiro delle truppe francesi da tutti gli Stati islamici". Quel giorno, racconta ancora, in una delle testimonianze più precise e complete uscite sinora, "andavo con la mia compagna a fare la spesa prima della chiusura del negozio. Nel supermercato c'era un bel po' di gente (...) Visto che pratico il tiro sportivo, ho immediatamente pensato a uno sparo.

La gente ha cominciato a correre in fondo al negozio, con la mia ragazza li abbiamo seguiti, scendendo nel sotterraneo dove c'è la cella frigorifera. Eravamo una decina scarsi, con donne e un bambino. Dopo cinque minuti, una dipendente del negozio è scesa: ci ha detto che se non fossimo risaliti il terrorista avrebbe ucciso tutti quelli che stavano al piano superiore". E allora "con la mia ragazza abbiamo preso il coraggio a due mani e siamo saliti".

La reazione fallita di un ostaggio, ucciso poi da Coulibaly - "Un altro giovane ci segue e si accorge che Coulibaly ha poggiato il kalashnikov su uno scatolone vicino. Prende l'arma, tenta di sparare contro il terrorista. Io mi nascondo dietro agli scaffali e sento un'esplosione. Sollevandomi di nuovo, vedo il giovane a terra. Coulibaly si rivolge a noi: 'Guardate che succede a chi tenta di difendersi'. Poi mi accorgo di altre tre persone abbattute: una vicina all'ingresso del supermarket, due altre all'altezza delle casse, una stava soffocando. Coulibaly ci ha detto: 'Volete che la finisca?' Abbiamo risposto di no e ha lasciato stare". E' morta "circa mezz'ora dopo".

Nel negozio kosher c'erano 17 persone - Il testimone racconta che nel negozio c'erano 17 persone, più "qualcuno rimasto sotto". "Coulibaly ci ha chiesto di ribaltare i carrelli a terra, in modo che le donne potessero sedersi. Ha chiesto alla cassiera se nel sotterraneo fosse rimasta gente. Lei è andata a verificare, altre persone sono risalite. Coulibaly non è mai sceso, sapeva certamente che se lo avesse fatto avremmo potuto bloccare la porta dietro di lui. Mi ha chiesto di staccare le telecamere di sorveglianza, poi di barricare l'uscita d'emergenza, sul retro del negozio. Aveva una telecamerina GoPro e un computer: ha tolto la memoria dalla telecamera, l'ha infilata nel computer, avevo l'impressione che stesse lavorando delle immagini sullo schermo".

Mi ha detto: "Hai visto come sono armato" - Quando "ha visto che guardavo le sue mitragliatrici mi ha detto: 'Hai visto, sono ben armato". Nella sua testimonianza, Nessim descrive cosi' il rapporto tra il killer-sequestratore e i suoi ostaggi: "Non si puo' dire che ci sorvegliasse da vicino. In realta', eravamo quasi distesi. Ho cercato di simpatizzare con lui: gli ho detto che eravamo dello stesso ambiente, che eravamo cresciuti nella stessa banlieue...Non ho avuto l'impressione che diffidasse di noi: potevamo spostarci nel negozio. A un certo punto, si e' servito dagli scaffali per prepararsi un piccolo sandwich. Ci ha detto: 'Dai ragazzi, fate come se foste a casa vostra'. Io gli ho risposto: 'Sei gentile amico, ma ora ci hai un po' tolto l'appetito', però non ci ha lasciato fumare".

"Pagate le tasse alla Francia quindi appoggiate il Paese" - E ancora: "Molto presto ci ha detto che era lui l'assassino della poliziotta a Montrouge, ci ha spiegato che agiva 'in nome dello Stato islamico', del califfato..Ci ha anche detto che non aveva nulla contro gli ebrei, ma che pagavamo le tasse allo Stato francese e quindi lo appoggiavamo. Ci ha detto che conosceva bene i fratelli Kouachi, che erano stati in prigione insieme". Tra gli ostaggi, "alcuni davano discretamente informazioni alla polizia. Un altro si occupava del computer, io cercavo di distenderlo il più possibile...mi dicevo che ha un certo punto avrei dovuto tentare qualcosa contro di lui, perché non era davvero diffidente, almeno cosi' sembrava...Poi ci ha detto che sarebbe andato a pregare, è durata circa quindici minuti durante i quali lo abbiamo perso di vista, abbiamo avvisato le autorita', ma non eravamo certi del momento dell'assalto". Quando "è andato ad occuparsi degli esplosivi, è scattato il blitz".

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