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Terremoto in F1, Mosley si dimette

Lascerà la presidenza Fia ad ottobre

Max Mosley ha annunciato che abbandonerà la presidenza della Fia il prossimo ottobre, con un anno di anticipo sulla scadenza del suo mandato. I motivi delle dimissioni non sono chiare, ma l'annuncio segue di poche ore il "diktat" della federazione ai team per ridurre le velocità. Senza un accordo, la Fia imporrà misure per diminuire le performance e la mossa di Mosley potrebbe essere segnale di una rottura insanabile tra federazione e team.

Proprio nell'anno del centenario della Fia si apre quindi la corsa alla successione al presidente in carica dal 1993, per la quale Jean Todt, indicato come il numero uno a prenderne il posto, ha già risposto in maniera negativa. Nel weekend, in occasione del Gp di Francia a Magny-Cours, Mosley, il cui mandato sarebbe scaduto nell'ottobre del 2005, spiegherà i motivi delle sue premature dimissioni. Facile ipotizzare, però, che la decisione del presidente di lasciare la Fia sia legata all'ennesima guerra in vista con i team. Poche ore prima dell'annuncio del presidente, infatti, la federazione aveva lanciato un diktat ai team: diminuite le performance delle vostre vetture, altrimenti prenderemo noi le misure affinchè lo facciate. Se non lo faranno, in ottobre, in modo che possa essere in vigore la prossima stagione, sarà cambiato il regolamento. Il presupposto del perentorio comunicato della Fia, distribuito a Magny Cours alla vigilia del Gp di Francia, sono stati gli incidenti di Felipe Massa in Canada e di Ralf Schumacher negli Stati Uniti "che hanno dimostrato i limiti - scrive la Federazione - delle ultime misure di sicurezza della Fia e che le velocita' sono aumentate troppo nettamente nel corso degli ultimi sette anni".

Non è ancora chiaro se Mosley sarà sostituito da un presidente temporaneo o se la Fia indirà delle nuove elezioni. Mosley aveva assunto l'incarico di presidente della federazione nel 1993, per poi essere rieletto nel 1997 e nel 2001. Amico del patron della Formula Uno, Bernie Ecclestone, l'avvocato inglese ha iniziato la sua carriera nel mondo dei motori come pilota di Formula 2, ed è stato tra i fondatori della scuderia March, che ha gareggiato in F1.

Sui futuri cambiamenti della F1, scende in pista anche la Michelin, che propone un cambiamento delle regole sui pneumatici. Per ridurre la velocità, ma mantenere un livello elevato di lo spettacolo, la casa francese propone di utilizzare le stesse gomme sia nelle qualifiche sia nella gara e nei test non più di sei treni al giorno. Un modo anche per tagliare i costi di uno sport che sta diventando sempre più selettivo: non è un caso che diverse scuderie facciano fatica ad arrivare a fine stagione.