cronaca

Multe annullate, ecco cosa fare

Per apparecchi a semafori non omologati

Buone notizie per chi è stato fotografato mentre oltrepassa un incrocio semaforico con il rosso e si è visto recapitare una bella multa da 137 euro. Grazie alla mobilitazione di un gruppo di cittadini bergamaschi sostenuti dalla Federconsumatori, tutti i provvedimenti comminati prima del 18 marzo 2004 non dovranno essere pagati. Ma vediamo nel dettaglio cosa fare con l’aiuto di Umberto Dolci, della sede di Bergamo della Federconsumatori.

Per prima cosa distinguiamo i diversi casi:
1) Coloro che non hanno ancora pagato la multa e non sono ancora trascorsi i 60 giorni per fare ricorso: in questo caso devono assolutamente fare ricorso, che verrà automaticamente accolto grazie alla circolare ministeriale che prevede l’archiviazione della questione.

2) Coloro che non hanno pagato, ma hanno già presentato ricorso: non devono fare nulla e aspettare che il loro ricorso venga automaticamente accolto. Non dovranno pagare nulla.

3) Il problema si pone per coloro che hanno già pagato la multa. Infatti, la legge prevede che chi viene sanzionato e paga la multa implicitamente riconosce il torto contestato nei verbali di accertamento in modalità automatica.

Adesso vediamo dunque come aiutare gli automobilisti che rientrano nella terza ipotesi. “Bisogna premettere che fino all’aprile 2004 si poteva ricorrere in due modi: presentando ricorso al Prefetto, rischiando di vedersi comminare una doppia sanzione – spiega Umberto Dolci – oppure al giudice di Pace, ma solo dopo aver versato una cauzione di 275,50 euro. Quindi molte persone o perché scoraggiate dall’idea di dover versare soldi o perché non erano a conoscenza della possibilità di ricorrere o perché non avevano possibilità economiche per la procedura di ricorso, hanno preferito pagare la multa”.

A tutto questo va aggiunto il fatto che spesso le contravvenzioni arrivavano nelle case degli automobilisti fino a 150 giorni (il limite previsto dalla legge per la notifica) dopo che il fatto era avvenuto. Quindi in quell’arco di tempo parecchi di loro avevano continuato a passare dai semafori incriminati, ricadendo nella contravvenzione. Fino ad accumulare diverse sanzioni.

Che fare allora? “A prima vista i legali di Federconsumatori hanno detto che per chi aveva pagato la multa non c’era più nulla da fare – prosegue Dolci – Poi, esaminando bene la questione, ci siamo posti un problema: se la legge è uguale per tutti, come recita l’art. 3 della Costituzione, allora tutti gli automobilisti multati da apparecchi non omologati dovevano essere trattati allo stesso modo. Quindi, la Federconsumatori ha deciso di sostenere questi cittadini. Li invitiamo pertanto a rivolgersi alle nostre sedi regionali e a portare tutta la loro documentazione. Federconsumatori chiederà alle amministrazioni competenti la restituzione del denaro versato”.

Più complicata, invece, la questione dei punti tolti (sempre per coloro che hanno già pagato le multe e quindi gli sono già stati tolti i punti): ben 6, con la possibilità della sospensione della patente se all’automobilista viene contestata la stessa contravvenzione nel biennio. “Faremo ricorso al ministero per la restituzione del maltolto” dice Dolci.

Ma quali sono le apparecchiature incriminate? “Ne abbiamo prese in esame sette, collocate su tutto il territorio nazionale – dice il responsabile della sede di Bergamo - Di queste alcune sono risultate non omologate – ad esempio quelle poste nel Barese e nella Bergamasca - altre sono risultate idonee a condizione che rispettino alcune prescrizioni, come ad esempio il fatto di fotografare il veicolo solo se supera la linea d’arresto col semaforo rosso e non a metà incrocio”.