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Eternit, a Casale è lutto cittadino "Corte non si è occupata di morti"

Protesta dei cittadini contro l'annullamento per prescrizione della condanna del magnate svizzero Stephan Schmidheiny. Il premier Renzi: "Cambieremo le regole di prescrizione". Cassazione: "Non ci siamo occupati dei morti ma solo del disastro ambientale"

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Lutto cittadino a Casale Monferrato, nell'Alessandrino, dopo la sentenza della Cassazione sul caso Eternit. Lo ha proclamato il sindaco, Titti Palazzetti, che andrà in piazza con i suoi concittadini per protestare contro l'annullamento per prescrizione della condanna del magnate svizzero Stefan Schmidheiny.

Renzi: "Basta incubo prescrizione" - O una vicenda come Eternit "non è un reato o se è un reato ma prescritto, vuol dire che bisogna cambiare le regole del gioco sulla prescrizione perché non ci deve essere l'incubo della prescrizione". Lo ha detto il premier Matteo Renzi a Rtl. "Le domande di giustizia non vengono meno nel tempo. Cambieremo il sistema del processo e le regole del gioco della prescrizione", ha poi annunciato.

"Da cittadino mi colpiscono le interviste ai familiari e mi fanno venire anche un po' di brividi. Perché mostrano un'abilità straordinaria perché credono nella giustizia più di quanto ci creda talvolta un servitore dello Stato e continuano a combattere non perché le morti siano consolate - sono inconsolabili - ma per l'idea di attaccarsi fortemente alla giustizia come etica di un Paese. E' un dolore e una bellezza senza fine".

Paolo Liedholm, legale famiglie: scelta demenziale, ci riorganizzeremo - "E' una sentenza sconvolgente, demenziale, ma ci riorganizzeremo". Lo ha sottolineato a Radio 24 il responsabile legale dell'Associazione familiari vittime dell'amianto, Paolo Liedholm, nipote di Nils, grande calciatore e allenatore svedese. "Dire che tutto questo è prescritto, quando in realtà sappiamo che l'apice non è ancora arrivato e sarà solo tra 15 anni, è una cosa paradossale, assurda e che ci fa fare davvero una brutta figura agli occhi del mondo. Ma ricominceremo sin da subito a lottare - ha assicurato Liedholm -. La Procura di Torino sta già pensando a un Eternit bis; e, se il motivo di questa sentenza è la prescrizione, allora si farà un altro processo in cui questa volta verranno contestati gli omicidi. Almeno per quelli, si spera". Paolo Liedholm, che vive a Casale Monferrato, ha perso la madre nel 2008 per una grave malattia legata all'amianto e la sua famiglia era tra le parti civili del processo Eternit. "E' significativo - ha commentato - che in Italia, come ha detto il procuratore generale, non si possa fare coincidere giustizia e diritto. In questo caso, però, possiamo dire che l'ingiustizia abbia coinciso perfettamente con il diritto". Secondo Liedholm, "in Svezia tutto questo non sarebbe neanche successo, perché dopo pochi ammalati sarebbe intervenuta l'autorità amministrativa e avrebbe chiuso la fabbrica. In Italia, invece, la si tiene aperta e si fa un processo penale dopo 20 anni, quando tutto invece è prescritto...".

Cassazione: Corte non si è occupata dei morti - Dopo le polemiche per la sentenza, è intervenuta la stessa Suprema Corte. "L'oggetto del processo Eternit era esclusivamente l'esistenza o meno del disastro ambientale, la cui sussistenza è stata affermata dalla Corte che ha dovuto, però, prendere atto dell'avvenuta prescrizione del reato", avvenuta nel 1986 con la chiusura degli stabilimenti. E' quanto si legge in una nota della stessa Cassazione. "Non erano, quindi, oggetto del giudizio i singoli episodi di morti e patologie sopravvenute, dei quali la Corte non si è occupata", si legge ancora.

Eternit, ancora tre inchieste - Sono tre le inchieste ancora aperte a Torino. Nella prima, per quale è stato notificato il rituale avviso di chiusura indagini, l'imprenditore Schmidheiny è indagato per omicidio volontario in relazione alla morte per mesotelioma di 213 persone. Il secondo procedimento si riferisce agli italiani deceduti dopo aver lavorato negli stabilimenti Eternit in Svizzera e Brasile. Il terzo fascicolo riguarda l'amiantifera di Balangero, nel Torinese, la più grande cava d'amianto d'Europa: uno studio epidemiologico ha messo in evidenza 214 casi di morte e qui Schmidheiny è indagato perché la struttura entrò per qualche tempo nella galassia Eternit.

Web indignato, hastag #eternit top - La sentenza della Cassazione ha scatenato l'indignazione del web. Su Twitter l'hashtag #eternit è salito al primo posto fra i più utilizzati: quasi tutti i commenti sono negativi.

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