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Delitto Yara, Giuseppe Bossetti andò nel campo 15 giorni dopo l'omicidio

Smentito il suo racconto al pm: la sua presenza a Chignolo sarebbe provata da una fattura ritrovata dai carabinieri del Ros

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Giuseppe Bossetti, l'operaio arrestato per l'omicidio di Yara Gambirasio, due settimane dopo il delitto andò nel campo dove fu ritrovato il corpo della ragazza. La prova è in una fattura rintracciata dai carabinieri del Ros durante l'analisi della contabilità del muratore. Secondo il "Corriere della Sera", la versione data dal muratore al pm, per cui sarebbe stato in un cantiere lì vicino per portare della sabbia, sarebbe stata smentita dalle verifiche.

Quel giorno, 9 dicembre 2010, Bossetti non è quindi andato a lavorare nel cantiere. Nella "bolla" allegata alla fattura sarebbe, tra l'altro, indicato un quantitativo di un metro cubo di sabbia.

Per il gip anche le tracce di Dna lasciate sulla 13enne di Brembate di Sopra lasciano pochi dubbi sulla colpevolezza del muratore. Anche se si tratta di una traccia genetica mista con il sangue della vittima. Non è possibile invece riscontrare se abbia lasciato saliva, liquido seminale o sangue.

Tra le bugie che in un'ultima analisi si ritorcono contro l'indagato c'è anche quella relativa agli spostamenti effettuati da Bossetti il giorno della scomparsa di Yara, il 26 novembre 2010. Il muratore ha dichiarato di essere stato al lavoro e di essere passato davanti alla palestra tornando a casa. Ma le verifiche investigative hanno dimostrato che quel pomeriggio, Bossetti, non era andato in cantiere.

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