Riforme strutturali insufficienti nei Paesi dell'Eurozona costituiscono "un rischio al ribasso" per le prospettive economiche. Il monito arriva dalla Banca centrale europea nel bollettino mensile, che cita fra i rischi anche una "domanda interna inferiore alle attese". Secondo i dati diffusi da Francoforte, al momento nell'Eurozona si assiste al "protrarsi di una ripresa moderata e disomogenea".
Ue: "Crescono i Paesi che hanno attuato le riforme" - Anche Bruxelles sottolinea che "ci troviamo davanti a un quadro misto e come abbiamo sempre sottolineato la natura della ripresa è fragile. I dati devono essere considerati in un quadro economico di medio termine ed è importante attuare le riforme". I Pil di Spagna e Portogallo infatti, i Paesi che le hanno fatte, ora stanno crescendo.
"Puntare sul lavoro" - Le riforme strutturali, sottolineano all'Eurotower, "dovrebbero mirare innanzitutto a promuovere gli investimenti e la creazione di posti di lavoro", e i Paesi Ue dovrebbero "procedere in linea con il Patto di stabilità e crescita senza vanificare i progressi conseguiti", risanando i bilanci "in modo da favorire l'espansione economica".
Le riforme strutturali, sottolineano all'Eurotower, "dovrebbero mirare innanzitutto a promuovere gli investimenti e la creazione di posti di lavoro", e i Paesi Ue dovrebbero "procedere in linea con il Patto di stabilità e crescita senza vanificare i progressi conseguiti", risanando i bilanci "in modo da favorire l'espansione economica".
Deflazione, pronte nuove misure - Da Francoforte inoltre si torna a puntare il dito contro la deflazione: le misure già decise in proposito, dice il bollettino, "concorreranno a riportare i tassi d'inflazione in prossimità del 2%". La Bce è "unanime nel suo impegno a ricorrere anche a strumenti non convenzionali" pro crescita e contro un'inflazione che dovesse rimanere bassa troppo a lungo, ma al momento i rischi per l'andamento dei prezzi sono "limitati".
In proposito, gli economisti degli istituti di ricerca hanno rivisto al ribasso, all'1% dall'1,1%, le previsioni per la crescita dell'Eurozona nel 2014, lasciandole invariate a 1,5% per il 2015. Le aspettative sull'inflazione scendono a 0,7% (da 0,9% di tre mesi fa) per il 2014, e a 1,2% (da 1,3%) per il 2015.
Ripresa moderata tra rischi geopolitici - I dati disponibili della Bce, che risalgono al 6 agosto, indicano "il protrarsi di una ripresa moderata e disomogenea" dell'Eurozona, scrive ancora la Bce, notando che "i rischi per le prospettive economiche restano orientati al ribasso" e citando in particolare la situazione geopolitica e la situazione dei mercati emergenti.
Crollo Bund - Il rendimento del Bund, il titolo di Stato decennale tedesco, è crollato sotto l'1% proprio sulle attese crescenti per ulteriori misure da parte della Bce. E' la prima volta mai registrata dalle serie storiche.