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Un'emozione nei cieli della Capitale: Goldrake (radiocomandato) in volo

Il robot, mito dei ragazzini degli anni Settanta, è stato ricostruito nei minimi dettagli dall'aeromodellista Luigi Martinelli, che l'ha fatto alzare nei cieli della Capitale per il volo inaugurale

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"Vai, c'è sul radar la flotta di Vega; vai, il tuo corpo d'acciaio solleva...". Parole che, per chi ha quarant'anni o giù di lì, sono sempre un'emozione: è l'indimenticabile sigla di Goldrake, mito di una generazione cresciuta negli anni Settanta. E che un aeromodellista romano, Luigi Martinelli, ha deciso di rendere reale. Costruendo uno Spacer (il modulo a disco all'interno del quale il robot è in grado di librarsi nel cielo) dettagliatissimo. E volante.

Vedere il modellino di Martinelli percorrere la Pista Modellisti Roma e alzarsi in volo riporta alla mente scene dimenticate, e fa venir voglia di gridare "Lame rotanti!", "Alabarda spaziale!". Magari canticchiando un altro pezzo della famosa sigla: "Eehhh io sto tranquillo se ci sei tu; io resto quaggiù e tu scatti lassù; sentinella nel blu, vai lassù".

E il Goldrake dell'aeromodellista capitolino scatta davvero lassù, spinto da una ventola intubata che gli consente di compiere evoluzioni spettacolari, lasciando a bocca aperta gli spettatori che, con inevitabile nostalgia, guardano il cielo aspettandosi che da un momento all'altro compaiano i dischi volanti vegani.

Ma se anche fosse, non ci sarebbe da temere: Goldrake, i bambini di 36 anni fa lo sanno, è invincibile "perché Actarus c'è che combatte con te dentro te...".

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