In Serbia, ancora sotto shock per la catastrofe inondazioni, le autorità hanno reso noto che risultano mancanti all'appello, e vengono considerate scomparse, oltre 600 persone. Non è escluso che si tratti di sfollati in tutta fretta dalle situazioni di maggiore criticità per l'acqua alta, e che non hanno ancora avuto tempo e possibilità di farsi vivi in qualche modo. Le vittime accertate sono finora 27, oltre 32mila le persone evacuate.
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Mentre prosegue a pieno regime la macchina dei soccorsi, le autorità fanno le prime stime dei danni e si mettono a punto i primi piani di aiuti su larga scala. A Belgrado è in programma una conferenza internazionale dei donatori con la partecipazione di una trentina di Paesi di Europa Usa e Asia, oltre a delegazioni di Ue, Consiglio d'Europa, Bers, Bei, Banca mondiale, Onu.
Il president della Bers Suma Chakrabarti è da oggi nella capitale serba, mentre il commissario Ue agli aiuti umanitari Kristalina Gheorghieva, ieri a Belgrado, si è spostata in Bosnia. L'impegno dell'Ue a fornire aiuti alla Serbia è stato confermato dal commissario alla politica regionale Johannes Hahn, che ha incontrato a Bruxelles il ministro degli esteri Ivica Dacic.