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Appello contro l'abbandono delle specie aliene: minacciano l'ecosistema

La campagna dell'Uiza invita a proteggere fauna e flora locali

Entrano nelle case italiane ma non fanno parte del nostro habitat. Sono le specie aliene che, se abbandonate, creano danni al nostro ecosistema a svantaggio delle specie autoctone. Anche sotto l'apparenza aggraziata del parrocchetto monaco o la succulenza del gambero rosso. Lo ricorda l'Unione italiana giardini zoologici e acquari (Uiza), che domenica 18 maggio promuover� una giornata di educazione ambientale in alcune delle sue strutture.

O muoiono o sostituiscono le specie locali - Gli animali domestici, se abbandonati, possono diventare degli invasori. Da un lato, corrono il rischio di non adattarsi e quindi di morire. Dall'altro, possono riprodursi con una facilit� tale da minacciare la sussistenza delle specie locali, fino ad arrivare a soppiantarle. � quello che successo con la testuggine americana, il parrocchetto monaco, il pesce milione e la rana toro, e ancora il gambero rosso, il bengalino comune e la minilepre.

Il principe Carlo sta con gli scoiattoli british - In Gran Bretagna, il principe Carlo, per proteggere gli originali scoiattoli "rossi", britannici al 100%, ha concesso il suo patrocinio allo sterminio degli invasori statunitensi grigi. Il progetto di uccisione del scoiattoli grigi era previsto anche da noi.

Pi� di duemila specie aliene - In Italia, spiega l'Uiza, sono presenti pi� di 2.200 specie aliene, animali e vegetali, in ambiente marino e terrestre. Di esse, il 20% � considerato invasivo o potenzialmente tale. Simbolo scelto per la campagna � la testuggine americana che, con le tante sottospecie, � molto presente nei negozi di animali. Di piccole dimensioni alla nascita, raggiunge in poco tempo i 30-35 centimetri, rendendo ingestibile il suo mantenimento in acquario e quindi spingendo molti proprietari all'abbandono in stagni e ruscelli a svantaggio della specie nostrana, la testuggine palustre europea.

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